Come ogni anno, da cinque anni ormai, l'associazione culturale Terra delle Gravine conclude al'anno con la tradizionale festa di Natale, TERRA DELLE GRAVINE, TERRA DI RACCONTI E DI CANTI PASTORALI.
Il programma ha una cadenza ormai consolidata dalla tradizione:
1.Ore 18: Proiezione del reportage dell'ultimo Grand Tour della Terra delle Gravine
2.Ore 19: Drammatizzazione
3.Ore 20.30: Concerto di musica della tradizione
Ore 18: Il Reportage del VI Grand Tour della terra delle Gravine.
Questa è stata la sesta edizione del nostro Grand Tour, la nostra es-per-ienza di viaggio attraverso le mille suggestioni offerte dalla nostra amata Terra delle Gravine, che è per i grandtouristi sia occasione di riflessione sia di conoscenza di un contesto che si avverte in continuo cambiamento-evoluzione. E non sempre in negativo. Fra l'altro ricordo la disperazione dei primi anni, quando io e Franco Zerruso ci affannavamo nelle ricerca di punti di ospitalità lungo i percorsi stabiliti: grazie al cielo oggi siamo nella possibilità di scegliere le diverse (non ancora molte!) opportunità che invece ci vengono proposte. Come già ampiamente noto, l'edizione di quest'anno è stata dedicata a LE VIE E I LUOGHI DEL SACRO, avendo scelto di seguire i percorsi e di visitare le località che hanno ospitato quella sorta di corto circuito fra umano e divino che è il senso del sacro.
Ore 19: Drammatizzazione.
Dopo il momento introduttivo della proiezione del Reportage, si entrerà nel vivo della serata con la dramnmatizzazione di un racconto storico, L'ALBERO CANTANTE DELLO ZIO FELE. Dopo le belle esperienze di quasi pura recitazione, in occasione delle nostre feste di Primavera e della Notte di San Giovanni, presenteremo una storia in forma di racconto, nella quale la narrazione (e quindi i narratori) avrà il ruolo principale. Presentiamo quest'anno la storia di un albero, il signore della Murgia, posto al centro di un quadrivio con tre croci scavate sul suo tronco, segnanti altrettanti confini e vicende di popoli ... e vite di singoli uomini, come il protagonista. E' una storia amore e di morte, di passioni spesso bagnate di sangue, di Storia che irrompe nelle storie. E' il Tempo che si consegna alla memoria, in attesa di "alcun che lo racconti".
La vicenda si svolge all'inizio del Settecento nei boschi fra le città di Massafra, Martina e Mottola e vede protagonista Raffaele, Fele per gli amici, giovane aitante che pare destinato a realizzare il proprio sogno di amore ma che invece, vittima della ingiustizia dei tempi, si trova a compiere a sua volta ingiustizie.
I protagonisti della serata saranno i membri della Compagnia Recitante della Terra delle Gravine, con i narratori, Amelia Quaranta, Aldo Galeano, Cosimo Cazzato ed Elisa Martucci; insieme a loro vestiranno i panni (scenici) dei protagonisti Nando Fiorenza (Zio Fele) e Maria Pia Palazzo (Rosa); intorno ad essi una girandola di guardiani, sacerdoti, sindaci e popolani, interpretati da Gianluca Lovreglio, Giuseppe Caramia, Isabella Fanizza, Antonio Renò, Assunta Boccardi e Francesco Di Bartolomeo. La scrittura e la regia del progetto sono mie.
Il racconto sarà intervallato da intermezzi musicali che saranno curati dal maestro Antonio Andiulli, che si esibirà al clavicembalo con brani di ispirazione natalizia tratti dalla ricca produzione di epoca barocca.
Ore 20.30: Concerto
Anche quest'anno il momento clou della serata coinciderà con il concerto di musiche (natalizie e no) della tradizione popolare, curato come (quasi) sempre dal pasionario Damiano Nicolella. Il palinsesto prevede:
CANTIGAS DE SANTA MARIA DI ALFONSO X IL SAGGIO inno sacro medievale
PIZZICA PIZZICA DI CISTERNINO
A NUOTTE D'U NATELE, novena martinese
LA FINTA MONACHELLA, canto narrativo
PASTORALE CILENTANA, pastorale di Natale
SCUOZJE DI MARTINA FRANCA, polca figurata
PASTORALE a piacere
VALZER DI TERLIZZI o LU MARETIELL', canzone a dispetto
TARANTELLA GUAPPA, canto di malavita
TARANTELLA CALABRESE
Ad esibirsi saranno: Damiano Nicolella (voce, ciupa cupa, castagnole), Gaetano Romanelli (zampogna) e Giovanni Taurisano (organetto, chitarra, tamburello)
Web:
perieghesis.it