Ne “La patròne” vediamo da una parte una ricca, avida padrona di casa, dall’altra una povera inquilina. Dal loro rapporto-confronto, che è nella linea padrone-servo, oppressore-oppresso, nascono una serie di risvolti particolari. La padrona esercita, con condiscendenze umanitarie, la sua tirannia sull’inquilina povera, la quale si vendica con il pettegolezzo. Di questo, infatti, si serve per preparare una ribellione che, si illude, possa darle la ricchezza (se non la pretesa felicità) della padrona. Mette contro madre e figlia in uno scontro tra modernità di concezioni e tradizione, fino a provocare la fuga della ragazza ed un collasso della padrona. Ma, pentita, incapace di andare oltre un confuso arraffa-arraffa, soccorrerà la padrona. Aiutandola a ridiventare padrona. Tutto ritorna come prima, in un destino che pare ineluttabile: la padrona con la sua umana ferocia, lei con il suo impotente rancore.
La ribellione, dice Solfato, ha bisogno di una ben diversa coscienza e di un ben diverso modo di realizzarsi.
L’azione scenica, giocata su più piani, alterna con sapienza commedia e dramma, lingua e vernacolo, alto e basso, e ruota attorno al “conflitto di classe”. A questo conflitto – situato temporalmente negli anni ’50 - si aggiunge anche il conflitto fra la Padrona e la figlia studentessa di filosofia ambientato ai giorni nostri.
Giuseppe Solfato, si è occupato da sempre di drammatizzazione e scrittura teatrale. Ha pubblicato Teatro (Casa Stornaiolo, Bari, 2008) e il romanzo Dualalia (Il Filo, Roma, 2008).
Annamaria e Marisa Eugeni hanno iniziato la loro attività teatrale negli anni ’70 con la compagnia I Baresi, insieme a Giuseppe Solfato; Annamaria ha poi proseguito collaborando con il Piccolo Teatro di Bari e l’Associazione Badathea (ne “La Lupa” di G. Verga), Marisa (già protagonista di “Per donna sola”) ha affiancato a una intensa attività teatrale (fra l’altro ne “La casa di Bernarda Alba” di Garcia Lorca) una seconda carriera in ambito cinematografico (“La Terra” di Sergio Rubini).
Caterina Firinu, attrice, speaker, autrice e docente di dizione/fonetica e tecniche interpretative, si è formata presso la Scuola del Teatro Stabile di Merano, mettendo in scena con la compagnia dello stesso Teatro molte produzioni di rilievo. È riconosciuta da esperti e colleghi come una delle più belle voci nel settore.
Web:
www.teatromimesis.it