Scoppio della Quarantana
Folklore e tradizioni
Al passaggio della processione di Gesù Risorto che si snoda festosa la mattina di Pasqua, si rinnova il rito dello scoppio della quarantana. La "Quarantana" è un fantoccio di pezza con le sembianze di una vecchia vestita di nero che viene sospesa nel vuoto tra i crocicchi delle strade dal Mercoledì delle Ceneri. Rappresenta i quaranta giorni di digiuno in preparazione alla Pasqua. La smunta "Quarantana" reca in mano , un'arancia a simboleggiare l'inverno che se ne va. Essa reca in mano un fuso, simbolo del lavoro femminile e del tempo andato, un sarago (simbolo del magro e della privazione) ed un’ arancia in cui sono conficcate sette penne di gallina tante quante sono le settimane quaresimali: verranno tolte una ad una, ogni domenica, fino all'arrivo della domenica di resurrezione, giorno in cui, imbottita di petardi, viene bruciata o fatta scoppiare. La distruzione aerea del triste fantoccio sospeso nel vuoto sta a significare la fine del periodo di penitenza, delle privazioni e del digiuno e di conseguenza il ritorno alla gioia. Il rito propiziatorio culmina dunque con la scomparsa materiale del fantoccio e l’annuncio della Resurrezione del Cristo con la rinascita degli uomini alla vita . La leggenda attribuisce al rito della "Quarantana " un duplice significato: pagano, identificandola come moglie di Carnevale defunto e perciò triste e vestita a lutto; cristiano, a simboleggiare la preghiera e la meditazione al dolore di Gesù Cristo. Di questa antica tradizione popolare esistono manifestazioni cerimoniali analoghe in diverse località meridionali - soprattutto sulla costa salentina e nell'entroterra lucano e calabrese. La Quarantana essendo issata subito a ridosso della fine del Carnevale, lascia ipotizzare radici antiche che affondano negli antichi baccanali ovvero riti arcaici antesignani del moderno Carnevale e nelle rappresentazioni teatrali delle Atellane, quando "carnevale morto" veniva portato in giro per il paese su di un carro. In questa eccentrica liturgia si possono in qualche modo anche scorgere tracce riconducibili ai riti dei "Saturnali", i giorni in cui a Roma si capovolgevano gli ordini sociali e anche gli schiavi potevano dire a tutti, ciò che pensavano. La tradizione, affievolita per un certo periodo, è ultimamente tornata in auge tanto che di quarantane a Ruvo ce ne sono diverse e ben visibili lungo i principali corsi cittadini. Quella più spettacolare è sospesa nella centrale Piazza Regina Margherita. I ruvesi e quanti si porteranno nella nostra Città per asssistere allo scoppio lo potranno fare alle ore 11,30 circa in Piazza Regina Margherita.
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Ruvo di Puglia (Bari)
centro storico
ore 09:00
ingresso libero
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