Showcase Radiodervish - Human
Concerti
Sabato 6 aprile, alle ore 20, negli spazi di Ammirato Culture House in via di Pettorano, 3 a Lecce, la band pugliese Radiodervish presenterà il suo nuovo album “Human”.
L’album raccoglie dieci inediti che raccontano storie, pensieri ed emozioni ispirate in un’epoca di crisi e quindi di grande opportunità.
“Human” perché l'obiettivo è diventare pienamente umani e oggi si sente forte il bisogno di una dimensione più umana che si è persa nel vortice delle logiche che ignorano l'umana dimensione del qui e ora.
Lo stile dell'album è intimo e caldo ma esplode in improvvise cavalcate ritmiche.
I Radiodervish cantano i profondi cambiamenti delle nostre vite sia nella loro prospettiva privata che collettiva, come in “Lontano”, il primo singolo del disco, in cui un tema delicato come la scomparsa di persone care, diventa consapevolezza della bellezza e preziosità di ogni istante del vivere accettando il dolore indecifrabile dell'esistere. La struggente melodia che nasce in un ambiente acustico di chitarre legnose si allarga in sterminati spazi meditativi sostenuti da archi e da orientali contrappunti di kanun.
La dolce malinconia del distacco e della morte bagna canzoni come “Quello che non dici”, “Istanbul” e “Birds” mentre tracce come , “Qualcosa oltre il sole” e “Voices in your heart” arricchiscono l'affresco di “Human” con colori vivaci e solari.
I brani raccontano di persone che con tutta la loro semplice umanità hanno intrapreso percorsi semplici ma controcorrente come Pippa Bacca in “Velo di sposa” o Vittorio Arrigoni” in “Stay Human”.
Lo stile dell'album è intimo e caldo ma esplode in improvvise cavalcate ritmiche in brani come “In fondo ai tuoi occhi” dove il respiro sembra assumere una dimensione più collettiva.
Un cameo prezioso è costituito dalla cover di un antico brano del cantastorie pugliese Matteo Salvatore “Il lamento dei mendicanti” interpretato in arabo e in dialetto.
L'universo sonoro si muove dall'acustico delle chitarre e degli strumenti etnici mediterranei fino agli eleganti inserti meditativi dell'elettronica.
La pluralità delle lingue del canto che spazia dall'italiano all'arabo passando per l'inglese e il francese, costituisce la cifra dei Radiodervish che, insieme all'originale stile melodico e ritmico, proietta quest’album nell'ambito della musica d'autore del mediterraneo.
La tracklist:?
Velo di Sposa
Ispirata alla straordinaria e tragica esperienza di Pippa Bacca, l'artista milanese che aderiva allo stile dell'arte performativa.
Pippa Bacca è morta tragicamente nel 2008 durante la performance itinerante Spose in Viaggio, con cui si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo. La sua meta era Gerusalemme ma in Turchia fu violentata e uccisa suscitando grande commozione sia in Italia ma sopratutto in Anatolia. Il suo gesto rappresenta uno straziante e sublime grido d'amore per il dialogo autentico tra oriente e occidente. Una storia così non poteva non impressionare nel profondo i Radiodervish e far nascere una canzone che racconta l'ultimo viaggio inserendolo in un'atmosfera sonora fatata, come in una fiaba orientale popolata da principi crudeli dagli occhi troppo belli.
Birds
Gli uccelli in certi momenti della vita sembrano intonare un canto nostalgico e malinconico che parla di affetti perduti e bisogno di trovare gli strumenti per rinascere. Un andamento dub largo e sognante con inserti di fiati bandistici.
Lontano
La morte di persone care ci mette di fronte all'unica vera realtà, produce tristezza ma allo stesso tempo anche una consapevolezza della bellezza e preziosità di ogni istante e di come sia importante imparare a vivere davvero e accettare quel dolore indecifrabile dell'esistere. La struggente melodia che nasce in un ambiente acustico di chitarre legnose si allarga in sterminati spazi meditativi sostenuti da archi e da orientali contrappunti di kanun.
In Fondo Ai Tuoi Occhi
Grandi trasformazioni stanno caratterizzando le vite dei singoli e dei popoli del mediterraneo, dalle piazze arabe a quelle europee si leva il desiderio di un'altra velocità una nuova vita che nasce. Nella crisi si affacciano grandi opportunità di cambiamento al di là della rabbia e della violenza. Una ballata con suggestioni andine sostenute da una coinvolgente trama ritmica fatta da chitarre acustiche, elettriche e percussioni.
Il Lamento dei Mendicanti
Una interpretazione di un'antica canzone di Matteo Salvatore, grande cantastorie pugliese, dove l'umanità del grido di chi vuole uscire dal bisogno si traduce in una raffinata e lirica composizione sospesa ed essenziale. Chitarre acustiche immerse in suggestivi tappeti di tastiere sostengono il canto in dialetto e in arabo al quale fa da contrappunto una struggente melodia di chalomeau.
Istanbul
Un andamento da jazz club mediorientale accoglie immagini impressioniste della città che per eccellenza incarna il punto di incontro tra due mondi.
I suoi minareti, i suoi tramonti e i suoi soldati fanno da sfondo ad una delicata storia d'amore nella quale ci si immerge e si scompare come in una nebbia, delicata frontiera tra due realtà che si sfiorano.
Qualcosa Oltre il Sole
La potente melodia di archi dell'orchestra araba su un incedere reagge fa da colonna sonora a luminose giornate d'estate e ad amori perduti che rimandano al desiderio di cercare qualcosa che vada oltre la quotidianità dei sentimenti ordinari. Il sole potrebbe essere la porta verso cui si accede a nuovi mondi. Il sogno di Dedalo ed Icaro e la loro incrollabile fiducia verso l'impossibile.
Voices In Your Heart
Personale inno pop a Ganesha grande archetipo ricco di profondi significati simbolici. Una coinvolgente ritmica ballabile che si intreccia con cascate melodiche di buzuki in un turbine gioioso per il signore del buon auspicio.
Quello Che Non Dici
Un canto interiore colto nella sua fase aurorale ma che già proietta una piccola luce destinata a diventare grande. Viviamo in tempi di pietra ma, nonostante le apparenze, un segreto lavoro intimo potrà darci ali di luce per guarire il pianeta. Chitarre, glokenspiel, banjo indiano e altri minuscoli strumenti creano arpeggi delicati che brillano come piccoli ruscelli per poi sfociare inaspettatamente in un oceano di chitarre elettriche, basso batteria e archi.
Stay Human
Una ballata larga dal ritmo e dalle sonorità pop ispirata alla figura di Vittorio Arrigoni il ragazzo che per anni ha fatto sua la condizione della gente assediata nella città di Gaza. Stay Human propone un punto di vista volutamente complesso sul conflitto che da tempo insanguina la Palestina e Israele. Simboli e immagini dei due popoli in guerra si mescolano mentre divampa insensata la carneficina su Gaza. L'andamento incalzante si ferma periodicamente come in pause sospese nelle quali prevale l'arpeggio del pianoforte, strumento a cui è affidata la malinconica melodia finale.
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Lecce
Ammirato Culture House
via di Pettorano, 3
ore 20:00
ingresso a pagamento
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