SABATO 6 APRILE
THE SMITHERSON JAZZ WITH GUIDO DI LEONE
Un progetto che nasce all'interno dello Smitherson Cafè. Dopo vari concerti jazz, abbiamo pensato di raccogliere le emozioni donateci dalla musica in un disco.Si tratta di un progetto lucano originale, colorato dalla presenza di Guido Di Leone , dal titolo "Palma" nel quale confluiscono idee, sentimenti, profumi mediterranei e tanto Swing...
"THE SMITHERSON JAZZ WITH GUIDO DI LEONE"
MIKE LOVITO-TROMBA
GUIDO DI LEONE-CHITARRA
ANDREA CANDELA-PIANO
FRANK LA CAPRA-CONTRABBASSO
GIOVANNI SCASCIAMACCHIA-BATTERIA
ingresso con prenotazione
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VENERDì 12 APRILE
PRETEXTO ANDALUSO
Proiezione corto e performance teatrale
Pretexto Andaluso è il secondo cortometraggio della regista barese, Letizia Lamartire, la cui personalità eclettica, negli anni, l’ha portata a dividersi tra la sua passione per la fotografia, la musica con gli Studi al Conservatorio “Piccinni” di Bari portati a termine con il massimo dei voti, la recitazione e il canto. Liberamente tratto da “Nozze di Sangue” di Federico García Lorca ed ispirato allo spettacolo teatrale omonimo di Rocco Capri Chiumarulo, il cortometraggio della regista barese ha il pregio di condensare in soli nove minuti, l’essenza di questa grande opera letteraria, esaltandone i nodi cruciali della trama e del messaggio. La dolorosa tragedia del poeta dell’Alhambra viene così ricreata ed ambientata in una Puglia degli anni Cinquanta, e questa terra dipinta con tessiture quasi teatrali diventano il pretexto per raccontare un destino di sangue, deciso da quelle forze soprannaturali, che regolano l’universo di Federico Garcìa Lorca. A proiettarci nell’azione scenica è la suggestiva voce fuoricampo di Arnoldo Foà, che recitando: “Piccolo coltello che lo contiene una mano, ma che penetra sottile fra le carni stupite e si ferma nel punto dove impigliata trema l’oscura radice del grido", alza il sipario su un Andalucía trasformatasi in Puglia e su un matrimonio macchiato del sangue dello Sposo e di Leonardo, rispettivamente interpretati da Roberto Faguso eWilliam Volpicella, che si contendono fino alla morte reciproca, l’amore per la Sposa, magistralmente impersonata da Maria Stella Cassano. Utilizzando la tecnica del flashback, la regista barese ripercorre in modo vibrante il dramma di un amore contrastato, mentre sullo sfondo aleggia la Morte, ieraticamente interpretata da Antonio Boezio, la cui figura rimanda al destino ineluttabile comune a tutti gli uomini. A spiccare tra gli attori è senza dubbio la brava Teresa Vallarella, nota per essere una delle componenti di Faraualla, e che interpreta in modo superbo la Madre dello Sposo, facendone emergere il dramma personale ed emotivo. Nel complesso determinanti per la riuscita del corso è stato tanto il contributo di Anna Garofalo, che ha curato la scenografia, così come quello di Diego Magrone che lavorando egregiamente alla fotografia è riuscito a far emergere uno spaccato di quella Puglia di altri tempi, stando al riparo da ogni retorica e sottolineandone i tratti più poetici e suggestivi. A sottolineare le immagini c’è la bella colonna sonora di Pippo Ark D’Ambrosio e del Tarantula Rubra Ensemble e la bella versione de “Lu Bene Mio" di Matteo Salvatore interpretata da Maria Moramarco e Rocco Capri Chiumarulo.
http://www.youtube.com/watch?v=gFnQY
Y7l160
ingrsso libero
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SABATO 13 Aprile
ROCKSTEADY NINERS in concerto
I ROCKSTEADY NINERS rivisitano in chiave rocksteady, ska e reggae una serie di brani, classici e non.
I ROCKSTEADY NINERS sono:
Gianni Orfino (voce);
Cenzino Ardillo (basso e voce);
Kekko Recchia (chitarra ritmica e voce);
Luigi Buttiglione (batteria e voce);
Lillo Barile (chitarra solista e voce);
Tony Rossetti (tastiere);
Mosè Ludovico (sassofono);
Francesco Ludovico (sassofono);
Nicola Paolicchio (tromba);
Pierangelo De Marco (trombone).
DOMENICA 14 APRILE
Maremàje
PRESENTAZIONE Maremàje
edito da Campanotto Editore, Udine
Ultimo lavoro poetico di Anita Piscazzi.
Letture a cura dell’autrice.
Improvvisazioni musicali al pianoforte a cura di
Mirko Signorile
Ingresso libero ore 19.30
I Sud di Bodini, di Durante, di Pasolini sono gli stessi Sud che compongono l’affresco poetico di Maremàje, l’ultima raccolta poetica di Anita Piscazzi pubblicata di recente dalla casa editrice Campanotto (pp. 76, euro 10). Sud rigorosamente al plurale perché, malgrado il titolo dell’opera richiami la lamentazione cantilenante delle donne salentine e abruzzesi, i versi richiamano con frequenza altre lingue, altri luoghi, altri miti presenti sulle sponde del Mediterraneo. Quella di Piscazzi è quindi una poesia che si innesta appieno in un’ampia tradizione e che ad essa aggiunge una poliedricità di suoni che richiama peraltro la qualifica professionale dell’autrice: diplomata in Pianoforte al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, oltre a essere dottoranda di ricerca in Progettazione e Valutazione dei processi formativi ha dedicato buona parte dei suoi studi alla didattica musicale.
La luce del Sud apre, prima ancora delle liriche di Piscazzi, la Prefazione curata dal compianto Cristanziano Serricchio, l’illustre poeta pugliese scomparso lo scorso 1° settembre, che nella raccolta ritrovava echi oltre che del già citato Bodini, «anche di Vittore Fiore, di Lino Angiuli e di altri poeti in lingua e in dialetto che in questa terra di arrivi e partenze, di miti e di leggende, hanno trovato le radici della loro parola illuminante». Miti, appunto: come quelli disseminati e richiamati nelle liriche, in particolare della prima sezione, «tellurica» (le terre dei Sud che si scuotono sotto i passi di carovane di donne e uomini in fuga in tutte le età della Storia, di chi non sa «stare col piè fermo / pellegrino contro la fretta di tutti i giorni», così come sotto i «colpi» battuti da «diavoli in processione / al venerdì santo»). Tra i molti citati, il mito di Aracne, in particolare, che apre, non a caso, la seconda «tela», «madri cunti»: «Né i capelli né il naso ti restò, / figlia di Idmone / ma solo le gambe fine fine / corona dell’immane ventre / gravido di fili».
SABATO 20 APRILE
Gianna Montecalvo Quintet
presenta
While we’re young
Gianna Montecalvo - voce
Carlo Morena - piano
Yury Goloubev - contrabbasso
Roberto Ottaviano - sax
Michele Salgarello - batteria
While we’re young, un intenso tributo al musicista statunitense Alec Wilder della cantante pugliese Gianna Montecalvo, prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito da IRD.
La scelta di un progetto su Alec Wilder (1907 – 1980) è un momento di coraggio e, al contempo, un doveroso tributo ad uno dei grandi compositori americani di canzoni, contemporaneo di George Gershwin e Cole Porter ma universalmente meno conosciuto, anche se adorato dai musicisti. Difficile alle catalogazioni e alle etichette, la musica di Wilder si pone in una dimensione unica e originale, costituendo un cospicuo repertorio dalle forme più varie. Wilder nel jazz vocale ha avuto qualche prezioso interprete (Meredith d'Ambrosio, Ben Sidran), ma sempre in un'ottica progettuale molto aderente al testo. Gianna Montecalvo affronta l'impresa in un vero e proprio manifesto di perfezione formale e di ricerca, costruttiva ed espressiva. Trae linfa nella sua interpretazione dal fertile lavoro dei suoi sodali che la affiancano nella realizzazione di questo disco: il sassofonista Roberto Ottaviano, sempre più sulla cifra espressiva di Steve Lacy, Carlo Morena, portavoce di un pianismo coraggioso, il bassista Yuri Goloubev e il batterista Michele Salgarello. Alec Wilder, grazie alla vocalità della Montecalvo, rivive in una nuova dimensione creativa e di ricerca.
“Questo lavoro nasce dopo anni da Steve’s mirror, il mio primo disco da leader, dedicato alle musiche di Steve Lacy”, sottolinea Gianna Montecalvo. “In realtà è stato concepito parecchio tempo prima complice come sempre Roberto Ottaviano che mi propose di studiarne alcuni brani. Il fortunato incontro con Carlo Morena e il suo magnifico trio ha riacceso la scintilla e l’amore per questo grande e dimenticato autore del Novecento americano”, prosegue la cantante. “Quello che ascoltate in While we’re young è solo una piccolissima parte della innumerevole produzione di Wilder, che testimonia la grandiosità della sua scrittura, perfetta simbiosi tra armonia, melodia e versi. Un interessante patrimonio musicale che offre spunti di riflessione e studio ai cultori sia del jazz sia della musica classica”.
SABATO 27 Aprile
DOTTOR BLUE Art Project
Roberto Re David composition - Programming - Software Synth - Keyboards - Voice
Antonio Lo Re trumpet - Flugelhorn - Digital Effects Pedal - Kalimba - Cajòn
EffettoZERO Vj
Mimmo Galizia - sound Engineer - Live Electronics
feat. Mimmo Pugliese - art performer
Una stazione radio elettro-acustica che emette segnali psico-emotivi,
trasmessi in frequenze sonore...
DottorBlue è un progetto artistico nato dall’incontro di due musicisti pugliesi Roberto Re David (composition, programming,keyboards, software synth,voice), Antonio Lo Re (trumpet and flugelhorn, digital effects pedal) E’ un progetto elettroacustico, di notevole qualità e spessore artistico, in cui la contaminazione di generi e di suoni, di immagini,proiettate dal vj EffettoZERO, rende lo spettacolo originale, coinvolgente e appassionante. Il live è a cura di Mimmo Galizia.
Ospite del progetto l’art performer Mario Pugliese
Web:
www.club1799.it