da venerdì 19 a mercoledì 24 aprile 2013
The summit
Cinema
Il film parte dal vertice che si è tenuto nel 2001 a Genova per raccontare, non tanto l’accaduto, ma perché sono avvenute certe cose. In questi anni sono stati scritti un mucchio di libri e montati tantissimi film, ma la maggior parte di questi si è limitata a riportare la cronaca e a raccontare quei fatti come una questione solo italiana.
The Summit lavora su due piani. Da una parte quello dell’inchiesta, per capire perché la polizia si è comportata in questa maniera, perché una parte dei manifestanti ha devastato la città e chi gli ha permesso di farlo, chi erano davvero i black block e che legami avessero con le forze dell’ordine e perché proprio a Genova fossero successe queste cose. Dall’altra parte, la contestualizzare dell’accaduto, spiegando che quello non era il primo vertice in cui accadevano gli scontri, era dal ’99 a Seattle che ad ogni vertice internazionale c’erano pestaggi. Spesso ci si dimentica che a Genova si dovessero incontrare gli otto capi di Stato più importanti del mondo, per decidere questioni fondamentali per il pianeta. Il film s’interroga su questo. In agenda c’era la discussione sull’annullamento del debito per i paesi del terzo mondo, il trattato di Kyoto, la globalizzazione: sono stati questi temi, importanti e delicati, a trasformare Genova in un campo di battaglia. Gli scontri non sono stati tra manifestanti italiani e polizia italiana, ma tra chi voleva un modello di pianeta e chi ne voleva un altro. E lì a Genova si è svolta la battaglia finale.
Su trentacinquemila poliziotti, almeno cinquemila erano agenti stranieri. Solo settecento appartenevano all’FBI ed erano lì per proteggere Bush. Quando si parlava dei black block infiltrati, si sono sempre prese in considerazione solo le forze dell’ordine italiane. Invece, dalle testimonianze raccolte tra gli infiltrati, parlavano tutti tedesco, francese, olandese, inglese ma non italiano.
Tra gli altri, i registi hanno visionato trentuno filmati differenti sull’assalto alla Diaz e in uno di questi si vedono, per la prima volta, dei poliziotti che portano una busta all’interno della scuola: era la busta che conteneva le molotov.
A piazza Alimonda si arriva al culmine della violenza, con l’uccisione di Carlo Giuliani.
Immagini e documenti inediti, ricostruzioni fatte con periti, antropologi, balistici e spiegate nel film documentario da un attore, hanno permesso di mettere in discussione la versione ufficiale, che vede l’ex carabiniere Mario Placanica unico protagonista di questo omicidio.
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da venerdì 19 a mercoledì 24 aprile 2013
Corato (Bari)
Cinema Elia D'essai
Corso Garibaldi, 36
feriale e festivo 19.30 e 21.30; prefestivo 19.30 – 21.30 – 23.30
ingresso a pagamento
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