“FINALMENTE”
AL TEATRO “PADRE TUROLDO”
Via Laclos 7 ang. Via Leonida
GIOVEDI 25, VENERDI 26 E SABATO 27 APRILE 2013
LA COMPAGNIA TEATRALE “I DELFINI”
IN SCENA con
“IL MALATO IMMAGINARIO”
di Molière
Il Direttore Artistico del Teatro “Padre Turoldo”, nonché Presidente della Compagnia Amatoriale “I Delfini” di Taranto, dopo indesiderate avversità, porta finalmente in scena il bellissimo lavoro di Molière “IL MALATO IMMAGINARIO”, realizzando un desiderio della compianta regista Italia de Gennaro, mai dimenticata e commemorata in tutti i lavori dei “Delfini” e grazie anche alla collaborazione sinergica delle Compagnie “L’Erba cattiva” e “La Rotaia”. I risultati, comunque vada, saranno positivi perché lo sforzo compiuto vede finalmente realizzato l’altro desiderio conservato nel cassetto, quello cioè di vedere insieme tanta gente di altre Compagnie senza pregiudizi e senza stupida rivalità. E’ un augurio a proseguire su questa strada.
La storia narra di Argante il “malato immaginario” del titolo. Tutte le vicende infatti ruotano intorno al suo malessere, immaginario appunto. Ma, mentre c’è chi cerca di aprirgli gli occhi e di convincerlo che non esiste nessuna malattia e che è soltanto una sua convinzione, c’è anche chi ne approfitta per truffarlo e derubarlo delle sue ricchezze. Infatti, la moglie, Belina, e i dottori, il sig Diaforetico, il sig Purgone e il farmacista Aulenti, compatiscono apposta la sua malattia immaginaria per i loro loschi progetti a spese dell’ingenuo protagonista. Belina cerca in tutti i modi di fargli firmare un testamento che lasci ogni eredità a lei, e i dottori continuano a fargli visite e a somministrargli medicine, pur sapendo che egli è perfettamente in salute. In seguito, Argante, sempre convinto di essere gravemente malato, crede che il modo migliore per assicurarsi le cure necessarie, sia far sposare sua figlia con il figlio di un noto medico. Questo, nonostante la figlia Angelica sia innamorata di un altro ragazzo, il quale si trova costretto a fingersi il suo insegnante di canto per non destare sospetti con il padre durante un incontro. A favore di Angelica si schiera anche la governante, Tonina, che discute spesso e animatamente con Argante, non concludendo, però, nulla. Anzi, Argante si infuria e mette Angelica di fronte ad una scelta estrema: o il figlio di un dottore, o il convento. Con questo proposito presenta alla stessa Tommaso, figlio di Diaforetico, che si presenta sciocco e non sa nemmeno parlare con parole sue. Naturalmente il via vai di dottori non cessa, e ognuno ha la sua diagnosi e le medicine da prescrivergli, a spese del povero protagonista. Da qui partono una serie di piani e mosse strategiche organizzate dalla governante e dal fratello dello stesso Argante, Beraldo, per far sì che il medesimo capisca finalmente come stanno le cose. Con questo intento organizzano la finta morte di Argante. Tutto ciò ha successo e in questo modo vengono allo scoperto sia i sinceri sentimenti della devota figlia, sia le macchinazioni della moglie e dei dottori. Così si capisce che la malattia di Argante era solo un fatto psicologico, Angelica e Cleante possono finalmente convolare a nozze e Argante, infine, decide, su consiglio di Beraldo, di diventare egli stesso medico, così da potersi curare da solo. Il racconto termina, infatti, con la consegna della laurea. La traduzione dal testo originale francese, operata dallo stesso Strippoli, tranne alcune variazioni registiche, resta fedele al libro che è un testo teatrale, quindi composto da battute. Lo stile è brillante-medio-comico. Tutti i personaggi si auto-presentano e li conosciamo man mano che la vicenda si snocciola, sia direttamente, sia indirettamente, tramite le loro azioni. C’è largo spazio all’interpretazione dello spettatore, soprattutto riguardo le caratteristiche psicologiche di ciascun personaggio. L’autore stesso interviene comunicando la loro gestualità, movimento e modo di parlare. Non c’è corrispondenza tra fabula e intreccio, la vicenda è data dall’azione stessa dei personaggi. Non c’è nessun punto di vista e alla conclusione si arriva direttamente dai fatti.
I personaggi parlano sempre in discorso diretto, monologhi, dialoghi e riflessioni sono fatti ad alta voce. Sono presenti alcuni termini latini e tecnici medici, ma spesso usati impropriamente. Il registro è informale, solo i dottori danno toni importanti ai loro interventi.
La storia è ambientata probabilmente nella Parigi seicentesca. Tutto si svolge in una casa di un ricco uomo francese e il luogo fondamentale è appunto la casa di Argante.
PERSONAGGI E INTERPRETI
ARGANTE, malato immaginario Pasquale Strippoli
BELINA, seconda moglie di ARGANTE Grazia Maremonti
ANGELICA, figlia di ARGANTE Antonella De Ciro
LUIGINA, figlia di ARGANTE Eleonora De Ciro
BERALDO, fratello di ARGANTE Carmine Mariella
CLEANTE, amante di ANGELICA Francesco De Luca
DOTT. DIAFORETICO, medico Corrado Blasi
TOMMASO Diaforetico, figlio Luca Palminteri
DOTT. PURGONE, medico di Argante Umberto Marseglia
DOTT AULENTI, farmacista Antonio Eramo
Signor BONAFEDE, 1° Notaio Francesco Galasso
Signor MALCELATO, 2° Notaio Rinaldo Melucci
TONINA, serva Maria Rosaria Mascaretti
DAFNE, serva Vita Mascaretti
REGIA e SCENOGRAFIA
Pasquale Strippoli
COSTUMI
Marinella De Donno
AUDIO/LUCI
Marco Di Turo
ASSISTENTI TECNICI
Valerio Cappelluti / Giovanni Di Roma
Web:
www.pasqualestrippoli.it