Quanne ‘a mamma no’ vò cu marite a figghje…
Teatro
Emanuele Mastrocinque al San Francesco de’ Girolamo. Prima assoluta di una sua nuova commedia. Al centro della storia, una figlia da maritare. Papà vorrebbe un salumiere, mamma un industriale. Colpi di scena e fughe d’amore.
Lunedì 22 e venerdì 26 aprile al teatro San Francesco de’ Girolamo, in scena «Quanne ‘a mamma no’ vò cu marite a figghje…» di e con Emanuele Mastrocinque. Insieme con la sua Compagnia “Terra Rossa”, il popolare attore e regista torna al suo pubblico dopo la rappresentazione della commedia “Pure le pùdece…” in scena nei giorni scorsi nello stesso teatro del rione Tamburi.
Il titolo, più lungo, riprende un vecchio adagio tarantino. Ha, infatti, un’appendice: «…dice ca l’addòre a vocche de latte». Insomma, tutto ruota attorno ai mille pretesti di due genitori che non vedono l’ora di maritare Filomena, figlia apparentemente ingenua che non avrebbe mai avuto una storia d’amore. In realtà, nel bel mezzo dei “maneggi” si scoprirà che la ragazza, invece, è stata molto attiva: fidanzata, sposata, mamma di due figli, separata e, ora, perseguitata dall’ex marito, uno “stalker” tutto da ridere.
Orazio, professione fioraio “funebre”, e Mafalda, genitori di Filomena, nemmeno a dirlo, hanno in mente due soluzioni in contrasto fra di loro. Lui, molto pratico, propenderebbe per un matrimonio, per così dire “d’interesse”, con un salumiere; la mamma, più ambiziosa, con Umberto, figlio di un facoltoso industriale. Quest’ultimo, ricchissimo, trascinerà la famiglia di Filomena all’estero, da Malaga ai Caraibi, in feste e viaggi dispendiosi.
Nessuno calcola una “fuga d’amore” fra la ragazza e Totore, che però presto si arrenderà, di fronte all’inadeguatezza sessuale del suo prescelto. Fra gli altri personaggi, una zitella acida e un prete che invece di suonare le campane intona “Torna a Surriento”.
Interpreti (e personaggi): Angelo Albano (Orazio, fioraio funebre), Fabiana Reale (Mafalda, sua moglie), Rosaria D’Angelo (Filomena, sua figlia), Stefano Turnone (don Attilio, un prete), Filippo Mignogna (Totore, salumiere), Antonio Costantino (Mario, stalker), Giovanni Pugliese (Filippo, un industriale), Roberta Tammaro (Margherita, moglie di Filippo), Emanuele Mastrocinque (Umberto, figlio dell’industriale), Miriam Russo (Elena, figlia dell’industriale), Mina Blasi (Checchina, una zitella).
«Quanne ‘a mamma no’ vò cu marite a figghje…» di Emanuele Mastrocinque, lunedì 22 e venerdì 26 aprile, teatro San Francesco de’ Geronimo; porta ore 20.30, sipario ore 21. Info: 389.0252861; 329.1361137.
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Taranto
Teatro San Francesco de Geronimo
ore 21:00
ingresso libero
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