Il jazz unisce le atmosfere mediterranee e balcaniche sul percorso dell'improvvisazione sperimentale con
ADMIR SHKURTAJ fisarmonica
EMANUELE COLUCCIA fiati
Dopo aver iniziato la sua formazione musicale a Tirana, Admir Shkurtaj, strumentista e compositore albanese, nel 1991 si trasferisce a Lecce e da allora intraprende un personale percorso di ricerca che lo conduce attraverso lo studio del jazz e della musica contemporanea, passando per gli incroci tra la tradizione musicale salentina e quella balcanica.
Da quando è arrivato nel Salento ha rivoluzionato la scena musicale salentina. Grazie alla sua formazione classica e contemporanea, iniziata a Tirana e terminata a Lecce, all'originalità nell'approccio al jazz e alla conoscenza delle tradizioni musicali albanesi e balcaniche, è oggi tra i più rispettati musicisti pugliesi e italiani. Dalla fine degli anni Novanta, ha avuto un ruolo centrale nella nascita e e nell'affermazione di un filone di balkan salentino con gli Opa Cupa, i Ghetonìa e i suoi Talea. Con questi ultimi si è fatto conoscere a livello internazionale come tra i più originali interpreti di balcan jazz, mentre i salentini Ghetonìa sono espressione naturale di quell'incontro tra Salento e Albania, terre divise da pochi kilometri di mare ma culturalmente molto diverse, ricominciato agli inizi degli anni Novanta dopo la caduta del Muro di Berlino e del regime albanese. Con loro, Shkurtaj ha reinventato la tradizione musicale salentina, in particolare quella della Grecìa Salentina, divenendone uno dei più profondi conoscitori. Molto interessante la realizzazione dell'Orchestra Multietnica del Salento, un progetto multiculturale di world music.
Molteplici sono i suoi successi nell'ambito di concorsi e festival internazionali di composizione in musica contemporanea e numerosi i lavori commissionati da fondazioni e istituzioni per musica da camera e sinfonica, ai quali seguono varie pubblicazioni da note case editrici.
Emanuele Coluccia, pianista, sassofonista, compositore, arrangiatore, è uno dei musicisti ‘freelance’ più interessanti dell’attuale scena italiana. Stilisticamente eclettico, sempre teso alla sintesi delle esperienze, ispirato da una visione sincretica della vita e delle arti, ha suonato professionalmente in Italia sin dal 1989, sia come leader che come 'sideman'. Nel 1992 e nel 1993 ha partecipato a The Berklee College summer clinics a Perugia, prendendo parte a stage con Joe Lovano, Joe Zawinul, Paul Motian, Bill Frisell, John MacLaughlin, George Garzone. Durante Umbria Jazz 1999 ha partecipato a delle performance con Jason Moran, Taurus Mateen, Eric Harland e Pat Metheny. Alla fine del 1999 Emanuele si trasferisce a New York, dove suona in vari gruppi e in numerosi club. L'esperienza di Emanuele come musicista 'freelance' include registrazioni e performance con la cantautrice americana Myla Hardie, l'artista afro-jazz Alain Kodjovi (Babatunde Olatunji's Drums Of Passion), la cantante italiana Greta Panettieri, il trombettista/compositore tedesco Volker Goetze, il cantautore francese Chris Combette, un breve tour italiano con il trombettista newyorkese Greg Glassman e un tour in Andalucìa con il trio Malesciana partecipando al Parapanda Etnofestival. E' stato membro dell'Orchestra della Notte della Taranta diretta da Ambrogio Sparagna, dove ha partecipato ad un progetto speciale all'interno del festival con Eva Quartet, il quartetto solista delle Voci Bulgare. Ha collaborato con Kaus Meridionalis, Jeff Jones, Ginger Brew, Manigold, Giuseppe Bassi, Ettore Carucci, King Naat Veliov e la Kocani Orkestra, mentre attualmente collabora con Bandadriatica, Adria, Agnese Manganaro, Irene Scardia, Osunlade, Gabriele Poso & Yoruba Soul Orchestra.
VINERIA SAN SEBASTIAN
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