Due Mondi - in Memoria di Benedetto Petrone
Teatro
Arci Open Source presenta:
"DUE MONDI"
in memoria di Benedetto Petrone
Scritto da Filippo Carrozzo
con: Massimo Zaccaria, Filippo Carrozzo
regia: Massimo Zaccaria
Consulenza Artistica: Salvatore Arena
Secondo appuntamento con la storia per il Circolo Arci Open Source. Il 25 aprile andrà in scena "Due Mondi", spettacolo in memoria di Benedetto Petrone. Il lavoro pone come obiettivo la ricerca, la conoscenza e la propaganda di un fatto di cronaca che ha visto protagonisti due giovani, Benedetto Petrone, ucciso miseramente la notte del 28/11/1977 da una squadra missina. E Pino Piccolo, suo esecutore. A distanza di tanti anni dalla sua morte, questo progetto tenta di ricordarlo per evitare ancora una volta che venga dimenticato infangando ogni memoria e negandogli ogni dignità.
Sinossi
Spesso ci si interroga sul perché di alcune storie. Sul perché raccontiamo storie. A volte sono storie inventate, altre verosimili. Altre ancora, vere. Potremmo dire, dopo molti anni che i fatti sono andati in una certa maniera o peggio ancora, spingersi al giudizio di quanto accaduto. Arbitri senza cartellino. Come ci si deve comportare quando si parla di un fatto vero?
La cronaca racconta: 28 Novembre 1977, un ragazzo, Benedetto Petrone, viene assassinato da un militante del Fronte della gioventù poi suicidatosi in carcere nell'84.
Ma noi non siamo giornalisti e per di più lontani da quegli anni. Dopo un’attenta analisi dei luoghi legati alla memoria, le interviste, le opinioni della gente, vien fuori un fatto: la verità non esiste o non può essere raccontata. E’ qualcosa di inenarrabile a priori. E’ ed appartiene per sempre a quel momento assoluto che il tempo cattura e nel tempo si perde.
"Che cos’è l’uomo se smette d’essere un uomo ? …" Riflette Pino trasportando la sua storia nel passato. Solo ed ultimo testimone di se stesso, rinchiuso nella stanza di una clinica psichiatrica fa apparire il fantasma di Benedetto.
Una narrazione raccontata dall’odio - il suo odio - fatto di botta e risposta con Benedetto .
"… come un gatto, il suo istinto felino, lo sento e mi appartiene …"
Com’è il suo stato dopo l‘omicidio. Convinzione o pentimento?
Storia
L’idea del titolo nasce da un’attenta analisi di ricerca e sui personaggi e sul periodo storico affrontato. A Bari, sin dagli inizi degli anni ’70 la situazione era tesa a causa di azioni e di strategie di tensione da parte della destra fascista. Gli agguati erano sempre più frequenti. Le squadracce con le solite spedizioni punitive aggredivano i ragazzi iscritti alla F.I.G.C.; al C.A.(Comitato Antifascista), circolo Lenin, “servire il popolo”, ma anche tutte quelle realtà come i cattolici che pur operando al di fuori della sinistra si mostravano comunque antifasciste.
Va ricordato che in quel periodo Bari era divisa per quartieri e per zone politiche, Poggiofranco, Murat e Carrassi erano le principali zone controllate dai fascisti, mentre era rossa la zona Campus e la città vecchia, quest’ultima considerata la roccaforte comunista. Queste divisioni creavano disordini, soprattutto per il controllo ferreo che i fascisti applicavano sul territorio. Era sempre più pericoloso camminare da soli a bari, i ragazzi si spostavano in gruppo per salvaguardarsi dalle aggressioni. Ad esempio attraversare il quadrilatero Murattiano controllato dai fascisti della sede storica di via Piccinni del M.S.I., significava sicuramente imbattersi in una delle Ronde Nere, componenti della “Passaquindici” del rione Carrassi o del “fronte della gioventù”, armati di bastone, catene di ferro e coltelli. Si camminava armati per evitare pericoli.
Benedetto Petrone non è stato l’unico a pagare con la vita il desiderio di vivere in una società più giusta. Dunque il movente fu marcatamente politico.
Giovedì 25 aprile
Circolo Arci Open Source
Via Ruvo, 127 - Bisceglie
Inizio ore 21
ingresso riservato ai possessori di tessera Arci
contributo 4 euro
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Bisceglie (Barletta Andria Trani)
Via Ruvo, 127
ore 21:00
ingresso riservato ai soci
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