“Se vi separate dall'amico, non addoloratevi, perché la sua assenza vi illuminerà su ciò che in lui amate" (Kahlil Gibran).
L’arte è sempre stato un linguaggio universale ed in tutte le sue espressioni più somme ha sempre portato con sé trame sottili d’amore e sentimento.
Più che ad un concerto, mi piace pensare ad un momento di condivisione, di universalità, in cui tempo e spazio si annullano nel ricordo di un’amata amica scomparsa, ed in cui la lontananza si trasforma in intimità, in eternità. Una condivisione di progetti, di speranze, di sogni artistici importanti di una vita, che si trasformano in attimi di silenzio e ricordo…
Il tema della lontananza e dell’intimità sono il filo conduttore di questo momento musicale. Se Bach suonava e componeva per la gloria di Dio, Soli Deo Gloria, e creava universi polifonici che, come trame sottili, davano vita ad un universo di labirintiche emozioni, come nel Preludium, Fugue und Allegro BVW 998, il virtuoso Giulio Regondi crea atmosfere romantiche impalpabili e sognanti nel suo stupendo “Rêverie - Nocturne”, che con un’introduzione espansa, pianisticamente intesa, introduce il tema tremolato che ci trasporta in un momento meditativo d’eccezione. “Un dìa de Noviembre” del cubano Leo Brouwer apre la seconda parte, con la sua amorosa melodia dall’omonimo film. L’equadoregno Carlos Payet ci offre una singolare preghiera in musica, Lejanìa, che dà il titolo a quest’omaggio, una perla musicale di rara bellezza ed intensità. Così come intenso e struggente è l’omaggio di M. D. Pujol ad un musicista amato come Astor Piazzolla, nel suo “Elegìa por la muerte de un tanguero”, dove lo smarrimento ed il pianto iniziale del suo Confuseta, cedono il passo ad una struggente Milonga, per sfociare poi in un Tango finale in due parti nello stile del celeberrimo “Adiòs Nonino”, in un continuum crescendo di passione e ritmo che si chiude con una citazione finale da “La muerte del Ángel” del celebre bandoneista argentino. Chiude il programma la suite Koyunbaba, omaggio alla musica della penisola Anatolica, del compositore italiano Carlo Domeniconi. Le melodie semplici, l’accordatura aperta della chitarra e la forma circolare del pezzo evocano le terre amate dal compositore nel suo periodo turco, e rendono omaggio alla forza della Natura, con cui l’uomo si riconcilia, come in un grande abbraccio….
Un omaggio a te, Mery, all’Etoile, all’artista, all’amica straordinaria……
INGRESSO con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA € 7,00
Porta ore 20.30 – sipario ore 21.00
TEATRO MIMESIS TRANI
Via Pietro Palagano, 53
info. 346.8259618
mail: info@teatromimesis.it
www.teatromimesis.it
Web:
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