I FIORI DEL MALE di Charles Baudelaire
Teatro
Lettura poetica con
Paolo Panaro
“I Fiori del male – ha scritto Paul Valéry – non contengono né poemi né leggende,né altro che abbia a che fare con una forma di racconto. Non vi è alcuna tirata filosofica. La politica è del tutto assente. Le descrizioni, rare, sono sempre dense di significato. Tutto, invece, è incanto, musica, sensualità astratta e potente”. Orfano di padre, inquieto e traumatizzato dal secondo matrimonio della madre,
Charles Baudelaire (1821-1867) ben presto si trova a condurre un'esistenza libera e sregolata: studi saltuari, relazioni tormentate, viaggi in Oriente. Assiduo frequentatore del club dei fumatori d'hashish, delle taverne e dei postriboli,dall'esperienza del vizio sa trarre l'ispirazione per la sua opera, innovativa e geniale. Dai Fiori del male, ai Paradisi artificiali, fino allo Spleen di Parigi, ogni pagina di Baudelaire segna un deciso progresso verso la modernità.
L'opera di Baudelaire è una rivoluzione, la più importante di tutte quelle che hanno contrassegnato il XIX secolo. Tutto quello che conta partirà da lui: le prime poesie di Mallarmé sono bodleriane; Rimbaud lo saluta come il più grande poeta, il solo veggente; Moréas, nel manifesto del Simbolismo, lo designa come
il vero precursore e Verlaine come il primo dei poeti maledetti. Il surrealismo scoprirà in Baudelaire un anticipatore («era surrealista nella morale» afferma Breton). Ma, soprattutto, il suo percorso artistico si caratterizzerà per la fusione della sua poesia con la pratica di uno stile di vita.
La prima edizione dei Fiori del male esce nel 1857 e suscita scandalo. Il libro viene subito sequestrato per oltraggio al pudore; segue a breve il processo penale contro autore e editore. A sostenere l'accusa è lo stesso procuratore che quell'anno si era già scagliato contro Madame Bovary di Flaubert. La sentenza è
sfavorevole a Baudelaire, che così commenta: “Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano continuamente parole sulla moralità dell'arte mi fanno pensare a una prostituta da cinque franchi che, accompagnandomi una volta al Louvre, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali mi chiedeva come si potessero
esporre pubblicamente simili indecenze”. Ma chi avrebbe mai detto che quell’opera sarebbe diventata, in pochi decenni, il
riferimento della nuova poesia francese ed europea? Solo l'autore ne era convinto: "Questo libro - scriveva alla madre - il cui titolo dice tutto, si riveste d'una
bellezza sinistra e fredda; fu fatto con furore e pazienza. D'altronde, la prova del
suo valore positivo sta nel male che se ne dice. Il libro mette la gente in furore. Mi negano tutto, lo spirito di invenzione e persino la conoscenza della lingua
francese. Me ne rido di tutti quegli imbecilli, e so che il volume con le sue qualità
e i suoi difetti, farà la sua strada nella memoria del pubblico letterario…"
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Mola di Bari (Bari)
Teatro Van Westerhout
Via Van Westerhout, 17, 70042 Mola di Bari BA, Italy
ore 21:00
ingresso a pagamento
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