Festival della Valle D'Itria, Maria di Venosa
Classica e Lirica
Concerti
Foto prova generale di Rosanna Carrieri
Dramma musicale in due parti e quattordici scene per orchestra, solisti e coro
Testo di Francesco D’Avalos
Prima rappresentazione scenica assoluta e prima italiana
Casa Musicale Sonzogno, Milano
Soprano Liana Ghazaryan
Contralto Sara Nastos
Danzatori
Carlo Marco Rigamonti
Maria Gloria Dorliguzzo
Fabrizio Riccardo Calia
Maestro concertatore e direttore d’orchestra
Daniel Cohen
Regia E Coreografia
Nikos Lagousakos
Scene E Costumi
Justin Arienti
Video Artist
Matthias Schnabel
Disegno Luci
Giuseppe Calabrò
Gruppo Madrigalistico dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”
Filomena Diodati, Amy Corkery, Candida Guida, Francesco Castoro, Joonas Asikainen
Direttore gruppo madrigalistico
Antonio Greco
Orchestra Internazionale d’Italia
Coro del Teatro Petruzzelli
Maestro del Coro Franco Sebastiani
La seconda opera in cartellone è Maria di Venosa, gran partitura di Francesco d'Avalos, raffinato, colto e ispirato musicista, pochissimo valorizzato nel nostro Paese, eseguita una sola volta - in forma di concerto - a Londra, diretta dall'Autore, nel 1992. La proposta si configura come omaggio all'importante anniversario di Carlo Gesualdo di Venosa.
Più di vent'anni ci sono voluti per presentare questo ambizioso lavoro in Italia (che si avvale di una parziale riorchestrazione curata da Alberto Cara per Casa Musicale Sonzogno) e per vederlo rappresentato scenicamente, in una produzione che sintetizza linguaggi diversi, messi al servizio di una partitura per molti aspetti innovativa. Nelle parole del regista-coreografo Nikos Lagousakos, che ne cura la realizzazione scenica, l'opera di d'Avalos diviene:
"..una performance multimediale: video installazione, musica, canto, video art, danza, prendono corpo sgorgando da un possente nucleo centrale, metafora dell’anima e della coscienza... Con l'utilizzo di discipline diverse, essa mette in scena una ricerca visuale e corporea su patologie psicologiche come la melanconia, la depressione, la paura, la disperazione - persino i diversi volti della follia -, rispecchiando l’anima tormentata del protagonista, Carlo Gesualdo."
Lo spettacolo concentra ogni sua energia attorno ad un monolite, la scenografia di Justin Arienti, nucleo drammatico pulsante dal quale sgorgano le videoproiezioni di Matthias Schnabel.
D’Avalos ha scritto un’opera nella quale i personaggi principali non cantano le parole di un libretto, ma esprimono sentimenti ed emozioni quasi primordiali, la musica riconfermandosi protagonista assoluta del lavoro, trasformandosi nella fisicità stessa dei personaggi e rendendosi essa stessa interprete, personaggio. Questa visione ad un tempo astratta e fisicamente concreta, incontra la cifra stilistica di Lagousakos, completamente estranea ad un racconto didascalico, ad una rappresentazione che non sia simbolica e astratta, e al tempo stesso limpidamente concreta.
Sulla scena, tre danzatori - Gloria Dorliguzzo, Marco Rigamonti e Riccardo Calia - daranno corpo ai tre protagonisti del dramma originale, che rievoca i tragici fatti della vita di Gesualdo.
Il coro del Teatro Petruzzelli, due solisti, un soprano: Liana Ghazaryan e un contralto: Sara Nastos, il gruppo di madrigalisti dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti", preparati da Antonio Greco, completano il quadro dei performers, sostenuti dall'Orchestra Internazionale d'Italia e da un ensemble di strumenti antichi.
Alla guida della complessa operazione teatrale e musicale ci sarà il giovane israeliano Daniel Cohen, assistente e allievo di Daniel Barenboim, che torna a Martina Franca dopo il sensazionale concerto sinfonico di chiusura della scorsa edizione del Festival.
Non c’è un libretto, non ci sono cantanti ci sono delle dramatis Personae: sono tutti personaggi che non cantano ma come un film muto agiscono solo con i gesti.
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Martina Franca (Taranto)
Palazzo Ducale
Piazza Roma
ore 21:00
ingresso a pagamento
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