A Maglie (Villa Tamborrino) dal 7 agosto al 5 settembre andrà in scena la nona edizione di “Chiari di luna – un palcoscenico a cielo aperto”, con gli spettacoli realizzati in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, tutti con inizio alle ore 21.
Si passa quindi al mese di settembre con gli utlimi due appuntamenti. Il primo, il 2 settembre, è con "Cenerentola" di Factory Compagnia Transadriatica, Compagnia Elektra e TIR Danza, coreografie di Annamaria De Filippi, drammaturgia e regia di Tonio De Nitto. Al tempo della nostra storia Cenerentola viveva, orfana, confinata a far la serva in casa propria per la sua nuova mamma matrigna e per le sorelle goffe e culone. Al tempo della nostra storia c’era anche un principe, timido e impacciato, che non era mai uscito dal regno e per farlo accasare ai regnanti non era restato che organizzargli una festa, un ballo, anzi due, forse tre. Al tempo della nostra storia tutto era praticamente come oggi. Invidie e gelosie all’interno del nucleo familiare, ma anche un mondo, che presto può rivelarsi diverso da com’è o come dovrebbe essere, un mondo dove madri spregiudicate sono disposte a tutto pur di “arraffare” tutto quello che si può e che non si può ottenere, manipolando le figlie come marionette per raggiungere i propri fini. Un mondo di figlie ammaestrate, viziate e sorde nel comprendere e accettare l’altro, non l’altro lontano … quello che non si conosce, ma l’altro in casa propria, la sorella(stra) più piccola, senza cipolle ai piedi, leggera e morbida come una piuma. È la storia di un incontro, di un riscatto, di un ritrovarsi, di un capirsi anche con una lingua, quella della danza, che è fatta di parole che, per essere dette, non hanno bisogno della voce. Il secondo, che chiude la stagione, è il 5 settembre con "Qualche guerra de lu quarantotto", tratto dai "Canti de l’autra" vita di Giuseppe De Dominicis, con Carla Guido e La piccola Orchestra di Fiati del Conservatorio “T. Schipa” di Lecce. Lo spettacolo è un recital in vernacolo. L’ironia e la brillantezza della scrittura viene sottolineata dal dialogo tra la voce recitante e la piccola banda. Due tradizioni, lu cuntu e la banda: che “unite” fanno si che lo spettacolo sia coinvolgente, divertente e drammatico al contempo; compie un percorso, di rivisitazione musicale e letteraria di una particolare situazione/narrazione storica “di rivolta e di liberazione”. Si raccontano, infatti, le imprese di Pietru Lau, brigante ed effervescente faccendiere che muore e va all’Inferno. Qui si ribella...
Web:
www.teatropubblicopugliese.it/