Venerdì 13 settembre 2013
Paisiello Festival - I Quartetti per due violini viola e basso di Giovanni Paisiello
Classica e Lirica
Concerti
Considerando solo il titolo delle composizioni, si potrebbe immagi- nare il ruolo affidato alle parti: violini e viola pronti ad esporre a tur- no le linee melodiche, violoncello con funzione di basso continuo. È pur vero che, in prospettiva storica, la parola basso apre un mondo talmente ricco di significati da rendere minato il terreno su cui muo- versi, non solo per le implicazioni di natura strumentale, ma soprat- tutto per quelle di natura compositiva. Ma, ad una semplice analisi dei primi quattro quartetti, tutti articolati in quattro movimenti con la successione lento-veloce-lento-veloce, emerge la necessità di con- siderare ogni quartetto un organismo autonomo, sempre inserito però in una raccolta in cui la comparazione può fornire indicazioni circa la molteplicità delle intenzioni del compositore.
Un esempio: il Quartetto n. 3, forse il più interessante dal punto di vista della elaborazione motivica, la cui scrittura a più voci alterna episodi in cui la linea del basso svolge la funzione di continuo. Potremmo anche scorgere un intento programmatico del Paisiello nella successione delle entrate degli strumenti nell’incipit di ogni movimento del Quartetto n. 3, quasi a voler tracciare una linea di demarcazione con i precedenti quartetti, in cui la proposizione tematica è prevalentemente affidata ai violini e, non di rado, alla viola, utilizzata anche con funzione di bassetto, secondo una prassi ben radicata nel Settecento.
Ma già nel primo movimento del Quartetto n. 4 si ritorna ad una scrittura in cui la linea melodica del violino viene messa in risalto da un accompagnamento che rievoca quello dell’orchestra nel tea- tro d’opera, con sonorità morbide (come nel primo movimento) o marcate (terzo movimento), mentre il violoncello riveste sempre di più il ruolo di basso fondamentale.
Una considerazione di natura pratica. Riesce spesso difficile defini- re il carattere di una composizione in vista di una esecuzione senza poter contare su fonti attendibili: non solo per la difficoltà dell’inter- pretazione del segno sul manoscritto, ma anche e soprattutto per le incongruenze e le omissioni presenti sui testi per opera dei copisti. In questo senso la consultazione dei manoscritti dei Quartetti di Paisiello ha reso ancora più evidente la necessità di approfondire lo studio del rapporto tra segno e suono in prospettiva storica, in un contesto assai distante da quello contemporaneo in cui la definizio- ne sonora trova riscontro in una simbologia grafica molto articolata (come si può osservare anche nell’Omaggio a Giovanni Paisiello di Matthias Pintscher, due fantasie sopra frammenti tematici dei quar- tetti d’archi, per violino solo). Le differenze nei segni di articolazione e di dinamica emerse confrontando le parti dei singoli strumenti, da iniziale ostacolo sono diventate in seguito stimolo per una lettura organica dei quartetti, delineando il carattere dei brani dalla scrittura stessa. Poiché la mancanza del segno sullo spartito non vuol dire necessariamente assenza di articolazione sonora.
Fabio Cafaro, violino
Flavia Truppa, violino
Paolo Battista, viola Giuseppe Grassi, violoncello
programma
Giovanni Paisiello
(Taranto, 1740 – Napoli, 1816)
Quartetto n. 1 per due violini, viola e basso in Do maggiore
Largo
Allegro (Presto) Largo
Allegro
Quartetto n. 2 per due violini, viola e basso in La maggiore
Andante sostenuto Allegro
Largo,
Allegro moderato
Matthias Pintscher
(Marl, Germania, 1971)
Omaggio a Giovanni Paisiello: due fantasie sopra fram- menti tematici dei quartetti d’archi per violino (1991)
Lento molto sostenuto (Frammento: Paisiello, IX quartetto, la maggiore, andante maestoso)
Vivacemente (Frammento: Paisiello, III quartetto, re maggiore, largo cantabile) Fabio Cafaro, violino
Giovanni Paisiello
(Taranto, 1740 – Napoli, 1816)
Quartetto n. 3 per due violini, viola e basso in Re maggiore
Larghetto, Allegro, Larghetto, Allegro
Quartetto n. 4 per due violini, viola e basso in Mi bemolle maggiore
Largo cantabile,
Allegro,
Grave Maestoso, Allegro
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Taranto
MuDi - Museo Diocesano di Taranto
Vico Seminario I, Centro storico, Taranto
ore 21:00
ingresso a pagamento
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