Riccardo III - L'ultimo plantageneto
Teatro
liberamente tratto dal Riccardo III di W. Shakespeare
Adattamento di Massimo Zaccaria.
Con Massimo Zaccaria, Sarah Legrottaglie
La ricerca delle forme semplici in una storia estremamente complessa, l’utilizzo di due soliattori, o meglio di due strumenti, che svuotano se stessi fino a diventare invisibili, per ricomparire attraverso le mille sfaccettature del conflitto, di cui il dramma in 5 atti, scritto dal genio Shakespeariano é intriso. Queste sono le poetiche che ispirano lo studio-spettacolo qui proposto.
Perno di tutta la storia é Riccardo III, figura di uomo deforme e mostruoso, sia nell’aspetto che nel comportamento, così come viene descritto nelle iconografie storiche, e al quale Shakespeare attribuisce l’intelligenza del Grande Meccanismo della storia e il crollo dell’intero ordine morale degli uomini di potere.
La malvagità di Riccardo opera in un contesto famigliare fatto di odio e diffidenza in cui sono tutti contro tutti ed in cui lui come protagonista e nello stesso tempo personaggio più negativo di tutti, opera come “straordinario” rapace in un branco di rapaci.
La visione che viene riportata, attraverso appositi analisi e ricerche, è principalmente la figura di uomo, segnato sia dall’aspetto fisico che in quello morale, deciso però ad ottenere per questo motivo tutto quello che avrebbe potuto o voluto, con una determinazione e ambizione più forte di chiunque altro. Per riscatto della sua diversità, infatti, sviluppa delle qualita’
dialettiche superiori capaci di volgere a suo favore tutte le situazioni, attraverso la menzogna e l’affabulazione, arrivando anche con compiacenza a dubitare della sua malformazione.
Quello che presentiamo è uno spettacolo-studio diviso in tre parti: prima e terza parte
daremo voce e corpo alla recitazione e la seconda parte sarà sviluppata in forma di analisi, di riflessioni, in cui racconteremo al pubblico , tutti i delitti che sono stati attribuiti a Riccardo III, per raggiungere il trono e diventare Re d’Inghilterra, ovvero l’ultimo Plantageneto.
Partendo dalla riflessione del critico e studioso teatrale Jan Kott : “La storia feudale è una grande scala sulla quale sfila ininterrottamente il corteo regale. Ogni
scalino, ogni passo verso l’alto è contrassegnato dal delitto, dall’inganno, dal tradimento. Ogni gradino, ogni passo verso l’alto avvicina al trono o lo consolida…”
Proporremo al pubblico, riflessioni che ci hanno accompagnato e che ci accompagnano ancora in questa ricerca fatta di emozioni e di forme semplici. Riflessioni che riguardano il quanto e il come questa vicenda storica dal tema del “Fascino del male e del potere”, possa ancora oggi
risultare estremamente attuale; chiarendo l’intento di fare del teatro uno strumento utile e non inutile e dannoso; che sia condivisibile a tutti attraverso il lavoro di noi attori – o lavoratori dello spettacolo preferibile definirsi- ovvero quello di rendere visibile l’invisibile.
E’ la storia che appare come protagonista in quel mistero chiamato momento presente. La storia sarà quel filo così teso che tiene in contatto empatico, l’ attore e lo spettatore,
attraverso la fruizione delle emozioni. Occorrerà sempre lavorare intensamente su due cose:
SCUOTERE E AFFERMARE.
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San Giorgio Jonico (Taranto)
Cooperativa Robert Owen
Cooperativa Robert Owen
Contrada Pasone
ore 21:00
ingresso libero
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