“Il comune rifiuta la logica del potere tout court a favore di quella ben diversa della partecipazione, proprio per la sua incompatibilità con la gerarchia”.
[Ugo Mattei, Beni comuni un manifesto, Editori Laterza, Roma-Bari 2011, p. 81.]
Sin dagli albori della filosofia ellenistica aria, acqua, terra e fuoco sono stati considerati quali elementi fondamentali per la vita degli esseri e della terra. In quell’epoca e lungo numerosi secoli successivi, questi elementi hanno goduto di una certa aura di sacralità e nessun essere umano avrebbe mai pensato di poter mettere a repentaglio la loro esistenza. L’uomo conduceva uno stile di vita in armonia con i tempi e con le esigenze della natura e la tecnica da esso sviluppata era totalmente ecocompatibile. Con il trascorrere dei secoli, in particolar modo dopo la rivoluzione industriale, il modello di sviluppo abbracciato da una parte consistente dell’umanità traccia un’altra via: tale modello affonda le sue radici nell’idea di un progresso continuo e di un’infinita ricerca dell’utile, principi che ignorano l’importanza della salvaguardia e dell’accessibilità collettiva dei beni comuni.
Questo cambio di traiettoria da un'economia di sussistenza, fondata sul rispetto dei beni comuni, ad un'economia capitalistica, che s'innerva sull'individualismo e sull’attitudine predatoria verso le risorse, ha indotto un profondo cambiamento qualitativo nella vita degli uomini: si è passati dalla dimensione relazionale dell'”essere insieme” a quella materiale dell'”avere”. Negli ultimi anni, in nome della logica del profitto, si è proceduto ad un incessante esproprio dei beni comuni a scapito delle comunità, esproprio che ha manifestato la sua incompatibilità sia con la sussistenza stessa della terra e di tutti gli esseri che la popolano, sia con un tipo di convivenza fondato sul ben vivere piuttosto che sul benessere. Per questa ragione abbiamo deciso di dare la parola ad alcuni dei movimenti che si battono per la difesa dei beni comuni in giro per il mondo, perché soltanto la fisicità di un movimento di massa disposto a lottare lungamente per riprendersi i propri spazi può indicarci il modo in cui si possono difendere e governare i beni comuni.
Venerdì 20 Settembre presso l'associazione culturale La Mancha si discute di beni comuni ed emergenze ambientali: l'esperienza in Patagonia di Giulio Soldani [Asamblea permanente del comahue por el agua], i racconti della resistenza del movimento contro il fracking (fratturazione idraulica) e le sue conseguenze sul paesaggio della Patagonia, sull'ecosistema argentino, sulla vita dei Mapuche.
20 settembre - Ore 19:00 - Associazione Culturale "La Mancha" - Via Cattedrale 31, Ruvo di Puglia.
Ingresso libero.
Web:
www.facebook.com/la.mancha.395