La sua immagine è associata alla notizia, alla cronaca, ai telegiornali. Alle vicende storiche del nostro Paese e anche ai suoi cambiamenti. Uomo della notizia, è arrivato nelle case di tutti i milioni di italiani. Dapprima con la Rai, successivamente lavorando con la Fininvest. Arriva, con la sua immagine e il suo ruolo di giornalista e conduttore di telegiornali, persino attraverso film del grande schermo, con filmati di repertorio scelti per alcune scene in cui i protagonisti della pellicola guardano le notizie alla TV. Così è accaduto nel film Buongiorno, notte, il film di Bellocchio dedicato al rapimento e all’omicidio di Aldo Moro. Non solo: ha interpretato sé stesso nel film Paparazzi di Neri Parenti. La sua è un’immagine inconfondibile, icona difficile da scordare.
Stiamo parlando di Emilio Fede, giornalista e scrittore di molti titoli, tra cui ricordiamo Fuori onda edito da Mondadori nel 2006 e Dietro lo schermo. L'arte della comunicazione televisiva, edito nel 2008.
Emilio Fede è stato cronista da subito, poco più che ventenne: ha iniziato infatti a soli ventidue anni a Roma, dove si era trasferito lasciando la sua natia Barcellona Pozzo di Gotto, un paese in provincia di Messina. I suoi esordi sono da giornalista per la carta stampata. Dalla prima testata giornalistica, “Il Momento – Mattino” di Roma, passa poi a lavorare per la “Gazzetta del Popolo” di Torino. Ben presto, però, dalla notizia sulla carta stampata passa alla notizia che arriva dritta spedita nelle case di tutta Italia. È il 1954 quando inizia a lavorare per l’emittente televisiva Rai, di cui diviene giornalista fisso nel 1961 come inviato in Africa. Un’esperienza forte che lo vede testimone di quanto accade in oltre 44 Paesi del Continente. Chiusa l’esperienza in Africa, si apre per il giornalista un nuovo capitolo: quello delle inchieste per il settimanale Tv7 del Tg1, di cui poi sarà conduttore dal 1976 al 1981 e direttore pro tempore fino al 1983. L’esperienza in Rai, però, finisce: nel 1987 si dimette e solo due anni dopo lo ritroviamo conduttore e direttore di Studio Aperto, il telegiornale di Italia Uno, di cui è anche ideatore. Un inizio, quello di Studio Aperto, che coincide con un avvenimento storico decisamente non trascurabile: è stato infatti il primo telegiornale ad annunciare l’inizio della Guerra nel Golfo. Era il 17 gennaio 1991 ed era la prima messa in onda di Studio Aperto. Inizia così il suo pezzo di storia nella Fininvest, raccontando ancora una volta tutto quello che nel mondo accade. Dal 1992 al 2012 dirige un’altra importante testata giornalistica televisiva: il TG4.
Non poche difficoltà hanno visto mischiata la sua vita pubblica e la sua vita privata, la sua professionalità e le sue scelte di vita, a partire dalle posizioni politiche assunte nel tempo, perché fondamentalmente non ha mai nascosto sé stesso davanti alle telecamere dietro il ruolo che ricopriva. Si è sempre schierato dalla parte di Berlusconi, che non ha mai smesso di sostenere senza remora alcuna, anche attraverso comunicati stampa e notizie passate in TV. Parleremo delle sue esperienze come cronista, inviato, direttore del telegiornale, e insieme incontreremo l’uomo che Emilio Fede è al di là del suo lavoro.
Sarà il prossimo dialogo sulla scena dei Cercatori della Verità, il meeting internazionale di Andria organizzato dall’associazione culturale Corte Sveva e giunto alla decima edizione. Un dialogo dove, ancora una volta, il nostro giornalista Nicola Curci ci guiderà tra tv e spettacolo passando per l’informazione, in un viaggio attraverso il diario di bordo di un uomo mediatico.
Emilio Fede – biografia
Emilio Fede, conduttore e direttore storico del tg4, nasce a Barcellona, in provincia di Messina, nel 1931 e inizia giovanissimo la carriera giornalistica come cronista de "Il momento - Mattino" di Roma, dove si trasferisce a soli 22 anni e dove ha modo di portare a termine gli studi. Si trasferisce in seguito a Torino a lavorare per la "Gazzetta del Popolo" per la quale, dopo un po' di tempo, diventa inviato speciale. Le prime tappe importanti che decretano il suo successo sono allacciate all'emittente televisiva pubblica Rai dove entra nel 1954 e ne diviene giornalista fisso a partire dal 1961. In quegli anni alla Rai, Emilio Fede è inviato itinerante in Africa, dove documenta gli avvenimenti di ben 44 Paesi, chiusa l'esperienza africana inizia il periodo delle inchieste per il settimanale tv7 del tg1 a cui segue la conduzione del tg1 dal 1976 al 1981 e la direzione pro tempore fino al 1983. Si dimette dalla Rai nel 1987 e approda nel 1989 alla Fininvest presso cui è ideatore, conduttore e direttore di Studio Aperto (il telegiornale di Italia Uno); dal ’92 ricopre la carica di direttore del tg4, rimanendo in carica fino al 2012.
Web:
it-it.facebook.com/pages/me...