Amici della Musica - Salvatore Accardo e l'Orchestra sinfonica Tito Schipa di Lecce
Classica e Lirica
Concerti
La 70° Stagione dell’Associazione onlus Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, organizzata sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Puglia e del Comune di Taranto, dopo l’inaugurazione con l’eccezionale spettacolo di Lina Sastri, entra nel vivo con il primo concerto dedicato alla grande musica classica.
giovedì prossimo 5 dicembre, alle 21 presso il Teatro Orfeo, lo straordinario musicista Salvatore Accardo, uno dei massimi virtuosi del violino e, in questa occasione, anche direttore dell’Orchestra Sinfonica “Tito Schipa” ICO di Lecce - già apprezzata ospite dell’Associazione Amici della Musica nelle scorse stagioni - proporrà un affascinante repertorio dedicato al primo ottocento europeo, con brani di Niccolò Paganini, Gioacchino Rossini e Franz Schubert che non mancheranno di suscitare l’entusiasmo dei cultori della buona musica.
Si tratta composizioni conosciutissime, che coprono un periodo fra il 1813 e il 1830, caratterizzate da grande difficoltà esecutiva e da straordinarie invenzioni melodiche e armoniche, esaltate nell’interazione fra lo strumento solista e la compagine orchestrale.
Al “Concerto n. 4” in re minore del Niccolò Paganini, meravigliosa pagina che, con gli altri cinque, costituisce il corpus dei concerti per violino e orchestra del grande virtuoso genovese, seguiranno la famosissima Ouverture de “L’italiana in Algeri” di Gioacchino Rossini, una delle più belle insieme con quella del “Barbiere di Siviglia”, del compositore di Pesaro. La conclusione del concerto sarà affidata a Franz Schubert e alla sua “Sinfonia n. 2 in si bem. maggiore D 125”, intenso e articolato brano giovanile del compositore viennese, soprattutto il primo movimento, secondo per ampiezza solo all’omologo della Nona Sinfonia beethoveniana.
Le incredibili sonorità del violino di Salvatore Accardo e il meraviglioso timbro dell’orchestra leccese da lui diretta faranno risplendere le caratteristiche melodiche e armoniche delle partiture, donando al pubblico un’indimenticabile e impeccabile interpretazione.
Salvatore Accardo
Salvatore Accardo esordisce all’età di 13 anni eseguendo in pubblico i Capricci di Paganini. A 15 anni vince il primo premio al Concorso di Ginevra e, due anni dopo, nel 1958 è primo vincitore assoluto - dall’epoca della sua istituzione - del Concorso Paganini di Genova. Il suo vastissimo repertorio spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Compositori quali Sciarrino, Donatoni, Piston, Piazzolla, Xenakis gli hanno dedicato loro opere.
Suona regolarmente con le maggiori Orchestre e i più importanti Direttori, affiancando all’attività di Solista quella di Direttore d’Orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane. In qualità di Direttore ha inoltre effettuato delle incisioni con la Philharmonia Orchestra di Londra.
La passione per la musica da camera e l’interesse per i giovani lo hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo nel 1992 e all’istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione Walter Stauffer di Cremona nel 1986 insieme a Bruno Giuranna, Rocco Filippini e Franco Petracchi. Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival “Le settimane Musicali Internazionali” di Napoli in cui - primo esempio assoluto - il pubblico era ammesso alle prove, e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco.
Nel 1987 Accardo ha debuttato con grande successo come Direttore d’orchestra e successivamente ha diretto, fra l’altro, all’Opera di Roma, all’Opera di Monte Carlo, all’Opéra di Lille, al Teatro San Carlo a Napoli, al Festival Rossini di Pesaro, oltre a numerosi concerti sinfonici. Nel 1992, in occasione dei 200 anni della nascita di Rossini, ha diretto a Pesaro e a Roma la prima esecuzione moderna della Messa di Gloria nella revisione critica curata dalla Fondazione Rossini di Pesaro, incisa dal vivo dalla Ricordi/Fonit Cetra, in seguito riproposta a Vienna nel 1995 con i Wiener Symphoniker.
Oltre alle incisioni per la DGG dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini con Charles Dutoit, Salvatore Accardo ha registrato per la Philips le Sonate e le Partite di Bach per violino solo, l’integrale dell’opera per violino e orchestra di Max Bruch con Kurt Masur, i concerti di ?ajkovskij, Dvo?ák, Sibelius con Colin Davis, il concerto di Mendelssohn con Charles Dutoit e quelli di Brahms e Beethoven con Kurt Masur.
Varie altre incisioni sono il frutto della collaborazione con le etichette ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e Foné. Tra queste ricordiamo il Concerto in Re maggiore e Due Romanze di Beethoven con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Carlo Maria Giulini per Sony Classical; Omaggio a Heifetz e Omaggio a Kreisler per Foné, in cui suona i leggendari violini della collezione del Palazzo Comunale di Cremona; sempre per Foné l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Brahms, i Quartetti di Schubertei Capricci di Paganini; Accardo suona il violino di Paganini per Dynamic. Sempre con Foné ha rimasterizzato con la tecnologia valvolare di alta qualità l’integrale delle opere per violino di Mozart in13 cd.
Guida all'ascolto
Niccolò Paganini (Genova, 1782 - Nizza, 1840) Concerto n. 4 in re min. per violino e orchestra
Sono sei i lavori che costituiscono il corpus paganiniano dei Concerti per vio- lino e orchestra: i primi quattro composti prima del lungo viaggio in Europa (1815 – 1826) e pervenutici completi dell’orchestrazione originale ed altri due composti durante tale viaggio (1829 – 1830). Altri due lavori, citati in alcune testimonianze dell’epoca, sono andati perduti.
Il Concerto n. 4 in re min., ultimo pervenutoci in stesura completa, è il meno virtuosisticamente atteggiato.Venne eseguito per la prima volta il 26 aprile 1830 a Francoforte. Paganini lavorò alla stesura tra l’autunno del 1829 e l’inverno del 1830 durante la frenetica tournèe in Germania.
Il primo movimento, Allegro maestoso, si apre con l’introduzione dell’or- chestra che precede l’ingresso del solista ed espone gli spunti dei due temi che verranno sviluppati in seguito. L’orchestra con grande discrezione e ricorrendo anche al pizzicato sostiene la linea spesso tenue del violino. Segue l’Adagio flebile in fa diesis minore, che con poche battute dell’or- chestra introduce una mirabile melodia suonata dal violino solista che nella sezione centrale del movimento viene variata fino alla fine in un intenso e appassionato dialogo tra il solista e gli ottoni.
Il terzo ed ultimo movimento è basato sul consueto Rondò, un Andanti- no dal carattere gioviale, gaio. L’andamento fortemente ritmico in 6/8 nel modo minore ha un suo fascino grazie alla presenza del triangolo che ri- chiama il motivo della campanella dell’ultimo movimento del Concerto n. 2. A parte l’impiego di armonici doppi nella parte conclusiva, segnata pure da un gustoso episodio affidato alla fanfara degli ottoni, gli ingredienti virtuo- sistici risultano qui impiegati con moderazione, pur nella loro scintillante e sempre complessa struttura violinistica.
Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868) Ouverture de L’italiana in Algeri
L’Italiana in Algeri fu uno dei più grandi successi operistici del giovane Ros- sini.Andata in scena il 22 maggio 1813 viene accostata per la ricchezza di ispirazione a quella del Barbiere di Siviglia.
Lo schema formale presenta una forma bipartita con un’introduzione,An- dante pacato, assai breve che si impone per il malinconico e capriccioso disegno dell’oboe e lascia intravvedere lo spirito del crescendo che inon- derà l’intera partitura. Segue l’Allegro, sezione in cui il tema principale viene gestito in modo sapiente, con un perfetto equilibrio di imitazioni e di giochi tematici.
La melodia sorge spontanea ed elegante dal flauto, poi passa nei violini, si fa più incisiva nel dialogo col flauto e dà quindi vita al crescendo che inizia in pianissimo.
Franz Schubert (Vienna, 1797 - Vienna, 1828) Sinfonia n. 2 in si bem. Magg. D 125
Anche se si ha notizia di tredici sinfonie, il repertorio sinfonico di Schubert comprende sette partiture complete più l’incompiuta. A partire dal 1813 fino al 1815 Schubert scrisse ogni anno una sinfonia (la n. 1 nel 1813, la n. 2 nel 1814 la n.3 nel 1815) e nel 1816 ne portò a termine due la n.4 e la n. 5. Nel 1817 iniziò il lavoro per l’ultima delle sinfonie giovanili, la sesta che fu completata nel 1818.Al maggio 1818 risalgono gli schizzi di una Sinfonia in re magg. cui si attribuì il n. 7. Un’ultima sinfonia fu iniziata e mai conclusa nel 1821, e sempre nel 1821, fu abbozzata la Sinfonia in mi magg. a cui furono assegnati ora il n. 7 ora il n. 8 per essere poi definita “incompiuta”.
La Sinfonia n. 2 in si bem. Magg. D 125 fu composta tra il 10 dicembre 1814 e il 24 marzo 1815.Appartiene alle tre sinfonie della giovinezza che si rifanno, almeno in superficie, ai modelli haydniani e del primo Beethoven. In Europa si stava assistendo all’apogeo della parabola di Napoleone e la sua disfatta a Waterloo; in musica Beethoven usciva dallo sperimentalismo conflittuale del suo periodo “di mezzo” andando verso quello che sarà de- finito il suo “tardo stile”. La Sinfonia porta la dedica a Franz Innocent Lang (direttore del Convito di Vienna) e destinazione l’orchestra del Konvikt medesimo. Nell’amplissimo primo movimento, secondo per dimensioni solo all’analogo della Nona Sinfonia vengono presentati gli strumenti per blocchi (fiati e archi). Poco dopo fa il suo ingresso l’Allegro vivace in 2/2 caratterizzato da un ritmo brillante.
L’Andante è composto da una serie di cinque variazioni su un tema esposto dai violini: la prima variazione presenta flauto, oboe e corno, la seconda è affidata ai violoncelli e ai contrabbassi, mentre la terza fa dissolvere il tema in eleganti figurazioni dei fiati. Seguono una quarta variazione, in tonalità minore, in cui si sente tutta la fantasia espressiva del romanticismo e una quinta che ripropone il tema completo. Il Minuetto si presenta con un carattere energico, quasi marziale, sempre nella tonalità di do min. è in contrasto con il Trio riprende il tema dell’Andante. Il Presto vivace, che chiude la sinfonia presenta molte analogie con il primo movimento, ed è caratterizzato dal vigore delle figurazioni ritmiche.
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PROGRAMMA
NICCOLÒ PAGANINI
(Genova, 1782 – Nizza, 1840)
Concerto n. 4 in re minore
per violino e orchestra
GIOACHINO ROSSINI
(Pesaro, 1792 – Parigi, 1868) Ouverture de “L’italiana in Algeri”
Andante
Allegro
FRANZ SCHUBERT
(Vienna, 1797 – 1828)
Sinfonia n. 2 in si bem. magg. D 125
Largo, allegro vivace
Andante
Minuetto (Allegro vivace,Trio)
Presto vivace
BIGLIETTI SALVATORE ACCARDO
Platea e Prima Galleria € 35,00, Ridotto* € 30,00
Seconda Galleria € 25,00, Ridotto* € 22,00
Terza Galleria € 18,00
I ridotti sono per under25, over65 e AgisCard
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Taranto
Teatro Orfeo
Via Pitagora, 78
ore 21:00
ingresso a pagamento
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