Note di regia
Per la sua nuova produzione “Identitá-Pellegrinaggio all’amore
Yvonne Pouget ha potuto raccogliere intorno a sé un cast di artisti di fama internazionale nei diversi campi artistici.
Insieme con il cantante Pino de Vittorio il virtuoso della chitarra battente Marcello Vitale, la ballerina Mikiko Kawasaki e il ballerino David Russo, la Pouget rapisce il pubblico in un mondo di sensualità travolgente, conducendo gli spettatori in un mondo teatrale segre- to e profondo, dove pulsa l’anima del sud Italia, dove logica e ragio- ne diventano superflui, dove il suono diventa gesto e la rappresen- tazione spazio, un mondo in cui il pubblico entra in sala e “sente”. A livello di contenuti Yvonne Pouget continua la ricerca dei suoi due temi fondamentali: come sia possibile (soprav-)vivere dopo aver sperimentato condizioni di violenza, trauma e morte.
La base di “Identità -Pellegrinaggio all’amore” è il complesso tema della trasmissione dei traumi di guerra alla generazione successiva. Per la realizzazione e la messa in scena del suo “laboratorio teatrale rituale per una purificazione e realizzazione dei desideri sul piano me- tafisico” la coreografa sceglie il significato originario della Pizzica tarantella, allargandolo dal destino di un singolo a quello di una intera generazione. Quale personificazione allegorica di un’anima traumatizzata, la Pou- get crea come punto di partenza della sua produzione la figura della “fanciulla”- la tarantata del Pellegrinaggio all’Amore. La Pouget intende la fanciulla come rappresentante metafisica delle persone che hanno subito danni irreversibili in guerra. In questa rappresentante Pouget concentra l’incapacità di parlare e di comunicare, durata tutta una vita, e la scissione interiore di una generazione ammutolita.
“Persone, che vengono abbandonate alla loro incapacità di aiutarsi, ne- gano e rimuovono le loro esperienze, e le relegano in un angolo della loro anima. In questo modo molti bambini durante la guerra hanno sviluppato un’incapacità di vedere o meglio di percepire, di sentire il loro destino, ciò che avevano vissuto e sperimentato, come parte della loro identità. Essi diventano testimoni muti della propria storia. Sono persone che conosco- no la propria biografia di bambini nati in guerra e con le esperienze del dopo guerra, ma che a livello di sentimenti non hanno alcun contatto con il loro passato. Conoscono i fatti, sanno ciò che è accaduto, ma vivono tut- to questo come se non avesse un particolare significato per loro. Questo complesso problema nella maggior parte dei casi non è risolvibile e ha come conseguenza l’incapacità di provare dolore, di elaborare il lutto. Il nucleo di tutto questo problema è da rintracciare nel fatto che la miseria, il bisogno di molti bambini negli anni di guerra non siano stati considerati o semplicemente ignorati e negati. Ciò che non viene riflesso e compreso viene scisso o rimosso. In questa operazione di rimozione tuttavia tutte le privazioni e le rinunce non possono essere elaborate”(Citazione dalla ultima lezione tenuta dal Prof. Michael Ermann durante la cerimonia di addio all’Univeritá Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, il 20 marzo 2009).
Anche in Italia molti pensano che la Pizzica (tarantella) sia solo una danza folcloristica, qualcosa di semplice. Nel Salento invece il significato originario della pizzica era tutt’altro e non aveva niente a che fare con un evento turistico e/o mediatico, insomma con una “Notte della Tarantella”.
Una tarantata è oggi una donna con acuti sintomi di disturbi post- traumatici. Al sorgere di tali sintomi oggi si chiamerebbe il medico, circa 50 anni fa nel Salento chiamavano “i musicisti”. Quale compagno di questo intenso viaggio spirituale la coreografa Yvonne Pouget si avvale della partecipazione de
l cantante e at- tore Pino De Vittorio, che ha alle spalle una lunga a
ttività teatra- le, durante la quale è stato protagonis
ta delle opere più importanti di Roberto De Simone. Oggi De Vittorio
è solista dell’orchestra “I Turchini” diretta da Antonio Flor
io, una formazione specializzata nella rappresentazione di musica barocca
napoletana a livello mon- diale. De Vittorio è anche un appassion
ato rappresentante della musica tradizionale della sua terra (è
nato a Leporano) e, da più di 25 anni, raccoglie i canti della sua reg
ione viaggiando attraverso i villaggi e i paesi della Puglia e regist
rando i vecchi canti e le vecchie musiche salvandole dall’oblio. Le sue
personali interpretazioni delle tarantelle sono una versione pura di que
sto tipo di musica: ridu- cendola all’essenza De Vittorio ne con
serva o meglio le restituisce la vecchia cognizione socio culturale e
la sua funzione terapeutica. Dopo anni di intense ricerche e diversi
progetti di successo (tra i tanti citiamo Pane e Cielo, Corporalità
, il Viaggio - la smorfia della vita, Hoch oben weites blau - Vita tu mi
fai morire) Yvonne Pou- get può essere considerata a pieno tito
lo un’esperta della messa in scena di queste tematiche nel campo
del teatrodanza, scegliendo complessi codici di comunicazione sfacce
ttati, nei quali intreccia la sua esperienza di vita così inusuale e
frammenti della propria bio- grafia. Yvonne definisce il suo linguagg
io formale come qualcosa che va al di là della danza moderna ed indi
pendente, come un atto di realizzazione dei desideri. Altri protagonisti di “Identità” i
ballerini Mikiko Kawasaki e David Russo con il quale la Pouget ha già pre
sentato a Taranto, nel “Gio- vanni Paisiello festival - 2012” la pr
oduzione “Corporalità”. Ka- wasaki e Russo dispongono di un’eccezi
onale tecnica di danza, sia classica che moderna, ed una forte perso
nalità artistica matura. Ad entrambi riesce di calarsi nel complesso
linguaggio della coreografa con ammirevole impegno e dedizione, ampl
iandolo contempora- neamente con le loro idee. “Identità - Pellegrinaggio all’amor
e” è realizzato grazie ai finanzia- menti stanziati dall’assessorato alla
Cultura della Città di Monaco di Baviera.
Web:
www.amicidellamusicataranto.it