L'ORLANDO FURIOSO
Teatro
È di scena la Compagnia Teatrale "Calandra" con:
L'ORLANDO FURIOSO
di Ludovico Ariosto -
adattamento di Luigi Scorrano
con
Donato Chiarello, Federico Della Ducata, Piero Schirinzi, Ester De Vitis, Antonio Giuri, Luigi Giungato, Daniela Manna
regia
Giuseppe Miggiano
Regia Tecnica e animazioni grafiche: Andra Raho -
Scenografia e grafica: Piero Schirinzi -
Musiche: Federico Della Ducata - Costumi: Teresa Cardinale -
Tecnico audio luci: Roberto Alfarano
Pubbliche relazioni: Ester De Vitis - Organizzazione: Salvatore Selce
VINCITORE DEL PREMIO LECCE ART FESTIVAL
assegnato dai direttori dei maggiori settimanali di spettacolo italiani
Donne e cavalieri, imprese amorose e guerresche sono i temi di fondo del più avvincente poema cavalleresco: L'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Illusione e realtà, saggezza e follia, giovanile audacia e ironica posatezza si mescolano nell'opera in modi inimitabili. Orlando pazzo per amore, Angelica oggetto del desiderio e amante appassionata, Rinaldo rivaleggiante per amore, Olimpia sentimentale e svagata, Astolfo "astronauta" nel mondo lunare alla ricerca del senno fuggito dalla terra, il mondo governato dalla follia, l'esecrazione di tutte le guerre: sono tutti aspetti di una "storia" di ieri che con sapiente "leggerezza" e comicità, facendolo pensare e divertendolo insieme, parla all'uomo d'oggi.
Una storia che una compagnia di girovaghi, con i modesti mezzi di cui dispone, ricrea davanti ad un pubblico invitato a lasciarsi sedurre dall'illusione teatrale, dalla forza stregante della poesia.
Che cosa succede se il finale atteso è impedito da un incidente di percorso? Si può cercare altrove il classico "lieto fine"? Lo spettacolo procede insinuando nella materia cavalleresca riferimenti al mondo in cui viviamo; introduce curiosi anacronismi nel tessuto narrativo, rilegge il poema secondo una linea ironica esagerata, a tratti, fino alla caricatura, mescola rispetto per la tradizione e allegra contestazione delle regole prevedibili. Vuol essere un divertissement all'ombra della grande poesia, alla quale si guarda amorosamente come dicono le citazioni del poema collocate in momenti cruciali della rappresentazione. Mezzi scenici semplici, persino elementari, si caricano di allusività. In un teatrino di marionette si consuma la vicenda tragica e patetica di Cloridano e Medoro: marionette, gli uomini, di un destino che presumono di controllare. Alla follia che domina la terra, e che sembra insanabile, potrà contrapporsi, vittoriosa e guaritrice, la poesia
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Mola di Bari (Bari)
Teatro Angioino
Via Pellico n.7
ore 21:00
ingresso a pagamento
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