«Esiste una dimensione in cui la vita si possa dire umana al di fuori delle forme della polis? Si può ‘divenire animali’ in una prospettiva non umana seppure umanissima, libera dall’addomesticamento, dall’assoggettamento dell’altro e dal consumo?».
Sono alcune delle domande che muovono “Divenire animale”, spettacolo che la compagnia Astragali Teatro di Lecce porterà in scena domenica 26 gennaio, alle ore 20, nel Teatro comunale di Massafra (Piazza Garibaldi), per la rassegna di teatro contemporaneo “LégamInTeatro”.
Regia di Fabio Tolledi. In scena: Lenia Gadaleta, Roberta Quarta, Serena Stifani, Antonio Palumbo, Gaetano Fidanza, Iula Marzulli, Manuela Mastria, Eleonice Mastria, Simonetta Rotundo, Stefania Romano. Consulenza filosofica: Benedetta Zaccarello. Musiche: Canio Fidanza Testi: Fabio Tolledi.
«In questo lavoro le domande prendono vita nella forma della commedia in un riso lacerante, ed è con questo riso che lo spettacolo interroga le forme della politica a partire dal concetto di politeia. Parola che indica una pluralità di campi tra governance, costituzione e diritto alla cittadinanza. Poiché, come ricordano le note di regia, “esiste, oggi, una prospettiva che appare quasi disancorata dalla polis, dalla politeia. Esiste una pratica che costruisce ancora muri e discriminazioni”. C’è una questione sostanziale, quella della consapevolezza del fallimento della città. Che è propria di un momento così significativo di crisi. Dire c’è crisi, significa affermare con evidenza la crisi della politica.
La polis per vivere ha bisogno di una forma di governo, la politica è l’esercizio della polis. Nella dialettica che esiste tra cittadino e barbaro, tra colui che è all’interno del ruolo di cittadino e colui che ne è escluso, è chiara la relazione tra ciò che è riconosciuto ed ha statuto di esistenza e colui che non è riconosciuto, che è reso muto, non-persona".
E mentre, come si vede, le questioni appaiono stringenti, convocando alcune tra le contraddizioni più ineludibili della contemporaneità, in scena il lavoro degli attori è lieve, l’azione punta ad essere semplice ed essenziale, i corpi sono corpi danzanti, corpi che librano, corpi che non recitano ma parlano parole, in una ricerca d’attore dove è possibile, per ognuno, praticare il suono presso il proprio senso. Con una parte rilevante giocata dalle Song di chiaro stampo brechtiano. “In questo fluire sonoro, la parola poetica dice la propria disincantata visione del mondo. Di un mondo che, ancora, ci appartiene”.
Il costo del biglietto intero è di 10 euro, ridotto 8 euro (over 65, under 25 e possessori di Agis Card).
Info e prenotazioni: www@teatrodelleforche.com; 0998801932; 3497148766.
Web:
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