Il Museo de’ Medici presenta
“L’Eredità specchiata: Margherita e Anna Maria”
Nuove acquisizioni e celebrazioni cittadine
Una scultura di
Giovanni Battista Foggini, un dipinto di
Antonio Franchi e un'opera multimediale di
Annalaura di Luggo.
In occasione del Giorno dell’Elettrice Palatina, il 18 febbraio, il
Museo de’ Medici presenta al pubblico le nuove acquisizioni entrate nelle collezioni nel corso dell’ultimo anno, riunite in un percorso espositivo dal titolo “L’Eredità specchiata: Margherita e Anna Maria”.
Il progetto è dedicato al rapporto madre-figlia tra Margherita Luisa d’Orléans – nipote di Maria de’ Medici e cugina del Re Sole – e Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina che la città di Firenze celebra proprio il 18 febbraio. Un legame complesso, segnato da distanza, conflitto e memoria, che diventa chiave di lettura per comprendere il passaggio dell’eredità medicea tra generazioni e il destino culturale della città.
Fulcro storico della presentazione è un ritratto inedito attribuito ad
Antonio Franchi, oggi l’unico noto a raffigurare Margherita in occasione del suo ingresso ufficiale a Firenze nel 1661. L’abito d’argento, la collana di perle e la corona granducale di rappresentanza restituiscono l’immagine solenne di una principessa giovanissima, chiamata a incarnare un’alleanza politica di primo piano tra Francia e Toscana. Accanto al dipinto, il busto marmoreo di
Giovanni Battista Foggini traduce la stessa figura in forma monumentale, fissando nella materia del marmo la memoria ufficiale della Grande-duchesse.
La mostra propone inoltre una riflessione sul rapporto tra madre e figlia, che la tradizione narrativa ha spesso raccontato in termini drammatici. Al di là della dimensione aneddotica, resta la frattura storica: la separazione definitiva di Margherita e la crescita di Anna Maria in un’assenza che segnerà profondamente la sua identità e il suo senso di responsabilità verso Firenze.
In questo dialogo tra memoria e presente si inserisce l’acquisizione dell’opera contemporanea
Il Giglio nel grembo, il dittico multimediale che
Annalaura di Luggo dedica alle due figure femminili della dinastia medicea. L’opera celebra il valore della vita e della nascita come principio generativo non solo biologico, ma storico e civile: la venuta al mondo di Anna Maria Luisa diventa metafora della nascita di una coscienza politica e, insieme, di quell’eredità culturale che avrebbe trovato compimento nel “Patto di Famiglia”. Intrecciando storia, simbolo e partecipazione del pubblico, il lavoro dell’artista mette in dialogo madre e figlia come poli di un’unica tensione vitale. Il dittico traccia, per sottrazione, gli agitati percorsi degli affetti e le irte spigolosità dei sentimenti che hanno segnato il loro destino. I fatti storici – l’abbandono della corte medicea da parte di Margherita nel 1675 e l’infanzia di Anna Maria segnata da quell’assenza – si condensano in due volti: quello materno, letto nell’essenza biologica e generativa, e quello filiale, nel suo cammino di esemplare consapevolezza politica. Nella figura della madre, il corpo diventa spazio simbolico e grembo visivo e sonoro: al suo interno il giglio rosso di Firenze si trasforma in feto, in un annuncio di rinascita che lega la dimensione privata alla storia collettiva. La luce attraversa l’oscurità e la vince, suggerendo come la storia di una città possa prendere forma all’interno di un corpo e di una vicenda individuale. Dalle acque fetali dell’origine al fluire dell’umor acqueo dello sguardo, il percorso si compie nel segno dell’iride, elemento centrale della poetica dell’artista e soglia tra interiorità e visione. Nella figura di Anna Maria Luisa, rappresentata come pienamente consapevole del proprio ruolo storico, uno specchio integrato all’altezza del petto riflette il visitatore, che entra fisicamente e simbolicamente nell’opera. Il richiamo al “Patto di Famiglia” – con cui l’Elettrice destinò alla città il patrimonio della dinastia impedendone la dispersione e consegnando al futuro l’eternante bellezza delle collezioni medicee – si traduce così in un’esperienza diretta e attuale: l’eredità culturale non è soltanto memoria del passato, ma responsabilità condivisa nel presente. Attraverso la multimedialità e l’uso di dispositivi simbolici e interattivi, Annalaura di Luggo trasforma la fruizione in un’esperienza partecipata, in cui identità individuale e destino collettivo si rispecchiano reciprocamente.
“L’Eredità specchiata: Margherita e Anna Maria” costruisce così un percorso che intreccia pittura, scultura e nuovi media, restituendo alla celebrazione dell’Elettrice Palatina non solo il valore della memoria storica, ma anche una riflessione viva e contemporanea sull’identità culturale di Firenze.
Il 18 febbraio: una giornata di celebrazioni cittadine
Anche quest’anno il Museo de’ Medici ha coordinato la giornata del 18 febbraio, facendo da cerniera istituzionale tra Regione Toscana, Comune di Firenze e Cappelle Medicee, nel segno di una collaborazione condivisa per la valorizzazione della memoria medicea.
L’appuntamento per la stampa e per il pubblico è alle ore 12.30 al Museo de’ Medici, per l’inaugurazione della mostra e il brindisi conclusivo della mattinata istituzionale.
Si rinnova inoltre la tradizione inaugurata lo scorso anno dal Museo in onore dell’Elettrice, morta di cancro al seno: in collaborazione con Regione Toscana e ISPRO, sarà promosso uno screening gratuito, a sottolineare come la memoria storica possa tradursi in un gesto concreto di prevenzione.
Web:
www.museodemedici.org/