Cinque barche in mare, il confine liquido.
Al Palazzo Vecchio di Firenze, dal 4 al 29 marzo, un’opera immersiva sul Mediterraneo come frontiera instabile, memoria e ascolto.
Promossa dai Musei Civici Fiorentini con il Patrocinio del Comune di Firenze e con la collaborazione della Fondazione MUS.E.
C’è chi, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attraversano il mare senza lasciare traccia, inghiottite da un confine che spesso non riconosce i corpi, i nomi, le storie. È da questa frattura, e dall’esperienza diretta dell’artista Giuseppe Lo Schiavo, che arriva Rotta, mostra immersiva e opera video installativa che esplora il Mediterraneo come spazio di confine, memoria e ascolto, trasformando il mare in un luogo sospeso tra oblio e testimonianza attraverso immagini, suono e rito.
Un’opera d’arte site specific a cura di Serena Tabacchi, che nelle immagini di un attraversamento in mare aperto, chiama a raccolta e interroga le coscienze. Un’esperienza sensoriale immersiva che coinvolge lo spettatore come presenza attiva all’interno di uno spazio di ascolto e riflessione, dove l’arte non si limita a rappresentare, ma chiede una presa di posizione.
È così che Rotta si colloca consapevolmente all’interno di quello che era lo spazio deputato alla difesa della “fortezza” cittadina, e che Giuseppe Lo Schiavo trasforma in un luogo di riflessione sul concetto contemporaneo di difesa e di confine. Rotte marittime trasformate in linee di separazione, in spazi di controllo e di attesa.
Nei 350 metri quadrati della Sala d’Arme, proiezioni perimetrali sincronizzate e un sistema audio immersivo costruiscono un ambiente che agisce sul corpo e sulla percezione. Un’estensione che amplia il respiro del progetto e rafforza il dialogo tra interno ed esterno, tra esperienza individuale e dimensione collettiva.
La colonna sonora originale, composta da Marco Guazzone, dialoga con l’esecuzione di una banda musicale di Pizzo Calabro, coinvolta direttamente nel progetto.
Giuseppe Lo Schiavo, in arte GLOS, è visual artist e researcher attivo tra Milano e Londra. La sua ricerca si muove all’intersezione tra tecnologia, scienze e storia dell’arte. Tra i principali riconoscimenti figurano l’European BioArt Challenge 2021 e il Premio Cairo 2024. Le sue opere sono state presentate in musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private in ambito nazionale e internazionale.
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