da venerdì 12 Settembre a domenica 12 ottobre 2025
in mostra
Liturgia per Carillon -personale di Emanuele Sartori
Arte e fotografia
Con Liturgia per carillon, Emanuele Sartori accompagna lo spettatore in un mondo che sembra oscillare tra la leggerezza del gioco e il peso della malinconia. È un paesaggio emotivo fatto di bambole, pupazzi e balocchi segnati dal tempo, dove l’infanzia riaffiora non come nostalgia rassicurante, ma come frammento tagliente, capace di ferire e commuovere allo stesso tempo.
Il lavoro di Sartori si distingue per la sua radicale lentezza. Le sue opere nascono da un processo che ricorda quello dell’artigiano: fotografie, oggetti e figure del passato vengono scelti con cura, fissati alla tela e poi interamente ridipinti a mano. Nessun ricorso a scorciatoie digitali. Ogni intervento pittorico diventa così un gesto deliberato, quasi rituale, che resiste alla logica della produzione rapida e dell’oblio tecnologico.
Questa “liturgia” artistica assume le sembianze di un rito laico, celebrato davanti a uno scrigno aperto. Dentro vi convivono i ricordi d’infanzia e i primi esercizi dell’immaginazione: un piccolo teatro della meraviglia, ma anche della ferita e del segreto. Le tinte pastello, che a un primo sguardo evocano leggerezza, celano in realtà fragilità e tensione: dietro il rosa e l’azzurro si nasconde l’amarezza delle mandorle, la delicatezza pericolosa della porcellana.
Come osserva Giada Allegro, Sartori è “un chirurgo di infanzia che non concede anestesia”, capace di riportarci a momenti che credevamo sepolti. Un percorso che non indulge nella dolcezza del ricordo, ma mette in scena un passato che continua a pulsare sotto la superficie del presente.
Nato a Vicenza nel 1970 e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Sartori ha sviluppato una pratica che il critico Pasqualini definisce “una simulazione del reale”: un ribaltamento della percezione che ci costringe a rivedere la relazione con il tempo e con la memoria. Nelle sue opere, le immagini sembrano riportarci indietro, spostando le lancette della vita verso un’infanzia collettiva, non sempre rassicurante.
Dietro l’apparente leggerezza cromatica, Liturgia per carillon si rivela come un’esperienza fragile e perturbante. Un invito ad attraversare i territori dell’infanzia senza difese, lasciando che il ricordo bruci e che il tempo rallenti. In questo spazio sospeso, tra stupore e inquietudine, Sartori costruisce una liturgia poetica che ci restituisce l’infanzia non come rifugio, ma come origine inquieta del nostro presente.
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da venerdì 12 Settembre a domenica 12 ottobre 2025
Venezia
Dorsoduro 3061 - Venezia
10.30-13.00 / 16.00-19.00
ingresso libero
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