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Arte e fotografia
Dal 27 luglio al 30 novembre, il Parco Archeologico di Pompei ospita la mostra Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Questa installazione artistica, la più grande mai realizzata dall'artista britannico, considerato erede di Andy Warhol, presenta oltre trenta sculture monumentali del suo famoso alter ego, The Lobster.
La mostra promette di essere un messaggio di rinascita per il territorio, poiché una delle opere sarà collocata nel sito protostorico di Longola, recentemente colpito da un incendio doloso. L'installazione rappresenta l'impegno dell'artista verso la comunità, cercando di trasformare le cicatrici del passato in un'opportunità di partecipazione e di rinascita.
Colbert è sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific a scala globale. Ha realizzato interventi artisticici in vari luoghi, tra cui Taipei, Londra, e Venezia. La sua opera si colloca all’incrocio tra arte, intrattenimento e cultura di massa, fornendo esperienze accessibili e di forte impatto al pubblico.
«Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza», afferma Colbert. «Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo e sull’identità». Le rovine di Pompei, uniche nel loro genere, incarnano sia la tragica bellezza della storia che il potere di trascendere i limiti e i confini temporali.
La mostra trae ispirazione dall'arte antica di Pompei, in particolare dal celebre mosaico marino della Casa del Fauno, esposto al Museo Archeologico di Napoli. Le sculture del Colbert dialogano con la storia del sito, attraversando simbolicamente la narrazione di Pompei, che coinvolge distruzione, conservazione e memoria collettiva.
Le sculture colorate in acciaio inox e le opere bronzee di Colbert emergeranno inaspettatamente tra colonne e rovine antiche, offrendo una nuova lettura del paesaggio archeologico. Inoltre, sarà presente una trilogia di sculture in acciaio nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”.
Dal 28 luglio, le opere saranno esposte anche in altri siti gestiti dal Parco Archeologico, tra cui Boscoreale e Villa San Marco. Il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, sottolinea l’importanza della presenza di un'opera a Longola, che rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso la comunità locale.
Con Pop Mythology, la mostra non si limita a presentare Pompei come una mera attrazione turistica, ma invita a riflettere sui temi della mortalità, della civiltà e della relazione dell’umanità con la tecnologia. «Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Colbert con le sue immagini ludiche e grottesche», conclude Biasini Selvaggi. «L’arte contemporanea può e deve affrontare questioni cruciali per la società, stimolando le coscienze».
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da lunedì 27 Luglio a lunedì 30 novembre 2026
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