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Biblioteca Comunale "G. Bovio"

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Indirizzo

Trani (Barletta Andria Trani)

Piazzetta San Francesco, n. 1

GPS 41,27398 N 16,42392 E

Telefono

0883.482149

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matita Recensioni spontanee (1)

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Le Vie Dell'Arte sono Infinite. Gli artisti.

Scritta sabato 12 settembre 2015 da dottdepalma (1 recensioni)

Francesca Buonacara, www.francescabuonacara.com

Progetto: Prima stagione in serie A… femminile. La Bari è al femminile.
Il calcio femminile visto attraverso una squadra, la Pink Bari, che si trova per la prima volta a prepararsi per la Serie A, con la particolarità di essere l’unica squadra del sud Italia a disputare la massima serie e con l’entusiasmo di chi dopo anni realizza un sogno. Il progetto fotografico che segue la squadra durante gli allenamenti sino alle prime partite vuole dar luce a uno sport spesso e volentieri dimenticato nel momento in cui a giocarlo sono le donne. Le storie di sacrifici e passione, le difficoltà e i pregiudizi vengono prepotentemente sovrastati nel momento in cui si è sul campo con queste ragazze e lo scopo di queste fotografie è proprio quello di mostrare la concentrazione, l’impegno fisico e la dedizione delle giocatrici.

Francesca Ribatti, http://blog.setdart.com/francesca-ribatti-tiempo-e-identidad-en-las-urbes/
Progetto: Tiempo e Identitad en las urbes
I suoi lavori s’ispirano alle città in bianco nero, scelta cromatica che tende a neutralizzare le peculiarità di un determinato paesaggio urbano. Una semplice immagine metropolitana suscita nello spettatore una sensazione di familiarità che lo riconduce a esperienze da lui vissute capaci di attivare un riscontro emozionale.
Si tratta, infatti, di visioni urbane, edifici, paesaggi, vedute che nascono, esistono e muoiono, sviluppando un concetto di tempo ciclico che s’identifica con l'esistenza umana.
Questo gioco dialettico tra la distanza estetica ispirata nel documento fotografico e l'immersione soggettiva nel luogo come paesaggio mentale è una costante nella serie pittorica, dove lo spazio fisico diviene tempo esteso composto d’istanti e ricordi.

Mariano Doronzo.
Progetto: Cartoline Anonime. Correlativi.
Ogni cartolina racconta un episodio, reale o partorito dall’immaginazione dell’artista, che dal fronte si rivolge al canneto, come luogo di pienezza necessaria, che dall’ode alla costellazione si rispecchia nel profumo dei capelli dell’amante morto, che dalla musica del cuore, autentica e armonica, si scontra con il vecchio matto, vate onirico di verità totale e piena. Immagini e parole calate nel reale colte con un’intensità umana e sentita. L’impressione è che le liriche siano state scritte al calare del sole, il momento in cui la vita si sgretola e l’anima si rompe e la parola sfocia naturalmente e senza freni e che le immagini completino circolarmente il senso più intimo delle parole stesse. E’ il momento dannunziano in cui si rompe il velo di Maya, di schopenhaueriana memoria, quando la realtà e l’apparenza coincidono nella perfezione dell’attimo. Sono solo pochi momenti in cui all’uomo è dato di cogliere, quasi come nelle illuminazioni montaliane, il vero significato dell’esistenza ed è nel connubio perfetto di immagini e parole che se ne materializza l’essenza.


Vincenzo Spadavecchia
Progetto: C’era una volta il cinema italiano…Dal grande schermo alla tela.

C’era una volta il cinema italiano. Il più grande spettacolo del mondo, attrici e dive mute e luminose come lampade liberty, gloriose sigle come la Cines, la Scalera, la Titanus e finalmente Cinecittà. Arrivò dall’alto la nuova parola d’ordine: Che il cinema sia leggero e non se ne parli più! Trionfarono i fantastici guitti della <<Commedia all’italiana>>, tutti i vizi italiani portati sullo schermo con allegria ma anche con amarezza. La coscienza era salva insieme agli incassi. Continuavano i lussi delle dive inseguite dai paparazzi, le feste in piscina, lo spettacolo infantile della <<dolce vita>>, così irritante per gli esclusi dalla <<Hollywood sul Tevere>>. Vincenzo Spadavecchia presenta alcuni dei grandi re e regine del cinema italiano.

Giovanni Causarano
Progetto: Untitled 15

Com’è propria dello spirito dell’arte contemporanea ecco la mistura perfetta di materie e materiali farsi avanti. Tutto assume i connotati di una realtà concreta e materica che però ha la necessità di essere compresa, interpretata e districata. Nessuna figura umana, ma oggetti, logorati dall’incuria del tempo e dello spazio a simboleggiare l’amara e triste fine di un’umanità, lasciva e penitente, sopraffatta dall’industrializzazione e dalla bellezza illusoria del progresso.

1

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Colori
3 su 5
Suoni
3 su 5
Servizio
3 su 5
Sapori
3 su 5
Il Conto
3 su 5
Globale 3 su 5

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