'Uno spettacolo sarcastico e divertente che, con leggerezza, forse ci aiuta a chiederci chi è l’altro diverso da noi.’
Domenica 20 giugno - in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, indetta dall’ONU nel giorno dell’anniversario della firma della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati - il Teatro delle Forche, insieme al Circolo SvegliArci Palagiano di Palagiano, ospita "ZHORAN" della compagnia Carticù.
Scritta e interpretata da Giuseppe Ciciriello con la musica in scena di Piero Santoro, la performance rientra tra gli eventi di valorizzazione delle periferie del progetto artistico Passi Sospesi - a cura del Teatro delle Forche, sostenuto dal fondo regionale “FSC 14-20: Patto Per La Puglia. Interventi Per la Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali e per la Promozione del Patrimonio Immateriale. Custodiamo la Cultura in Puglia 2021 - Misure di sviluppo per lo spettacolo e le attività culturali”.
"Zingari. Zingari. Zingari: ladri, vagabondi, bugiardi, fratelli del vento...
Quante cose si dicono sugli Zingari! E quante storie, quanti miti e quante leggende ci sono sugli Zingari!
Alcuni sostengono che siano stati loro a fabbricare i chiodi della croce di Cristo e che, per questo, la loro genia è maledetta e costretta a viaggiare per l’eternità.
Ma chi maledice? Chi odia? E perché?
Cos’è un uomo? La razza? Il pregiudizio? Chi ha Creato il mondo? E come? Chi è nato prima, l’uovo o la gallina?
Accompagnato dalla fisarmonica del suo amico Borhat con le melodie, i ritmi e le armonie della tradizione Rom e Balcanica, Zhoran lo Zingaro cerca di rispondere a queste domande raccontando storie.
Solo storie, senza pretesa di verità. E con il suo violino narra di come uno zingaro aiutò Dio a creare il mondo; di come uno zingaro vinse il violino al Diavolo; di come gli Zingari si dispersero sulla terra ...
Le storie di Zhoran sono la conoscenza della cultura orale che, tramandata di generazione in generazione, è sopravvissuta al tempo e a chi ha sperato di sopprimerne la radice.
Lo spettacolo è una narrazione che intreccia racconti, tratti o ispirati dalla tradizione Rom, riscritti o reinventati, come è nella natura del raccontare, intervallandoli con riflessioni filosofiche e ironiche, sulla diversità e sull’uomo."
Posti limitati e prenotazione obbligatoria.
L'iniziativa sarà svolta in ottemperanza alla normativa di contrasto alla diffusione del contagio da Covid-19.
Web:
www.teatrodelleforche.com