Domenica 22 marzo 2026, alle 20, nella Chiesa di Sant’Antonio di Mola di Bari, prosegue il cartellone di “OrgaNova”, la rassegna organistica internazionale di Santa Maria del Passo, con la direzione artistica di Margherita Sciddurlo: ad esibirsi, in questo terzo appuntamento,
l’organista spagnolo Arturo Barba Sevillano.
Il concerto - significativamente intitolato “Tra la freschezza spagnola e il rigore tedesco” - propone un itinerario musicale che attraversa tre secoli di repertorio organistico europeo, mettendo in dialogo la vivacità ritmica della scuola iberica con la struttura formale e contrappuntistica della tradizione tedesca.
Ad aprire il programma saranno le “Differenze sopra la Pavana Italiana” di Antonio de Cabezón (1510-1566), una delle figure più importanti della musica spagnola del Rinascimento. La composizione si basa sul principio delle variazioni su un basso ostinato: un procedimento che rivela già una sorprendente modernità nel trattamento tematico e nella libertà della scrittura ornamentale.
Dello stesso universo culturale proviene la “Xàcara” di Juan Bautista Cabanilles (1644-1712), organista della cattedrale di Valencia e tra i maggiori maestri del barocco iberico. Il brano si ispira alla danza popolare della jácara, caratterizzata da ritmi vivaci e da un linguaggio brillante, in cui la dimensione popolare si fonde con l’elaborazione virtuosistica dell’organo.
Il concerto prosegue con il “Voluntary III” di Georg Friedrich Händel (1685-1759), articolato nelle sezioni Slow, Allegro, Largo, Fugue. In questa pagina, appartenente alla tradizione inglese dei voluntaries, emerge una scrittura elegante e teatrale, in cui il gusto melodico handeliano convive con una costruzione formale chiara e solenne.
Di raro ascolto è poi l’“Allegretto con variazioni su ‘Ah, vous dirai-je, maman’” di Johann Christoph Friedrich Bach (1732-1795), uno dei figli di Johann Sebastian. La celebre melodia diventa qui il punto di partenza per una serie di variazioni che testimoniano il passaggio stilistico dal barocco al classicismo, tra eleganza galante e finezza contrappuntistica.
Il cuore del programma ritorna quindi alla Spagna con alcune pagine tratte dalla raccolta “Fiori di musica” (Flores de Música, 1706-1709), compilata dal teorico e musicista Antonio Martín y Coll. Si tratta di danze e brani di origine popolare - “Zarabanda”, “Il Villano”, “Marizápalos” e “Ballo del Granduca” - che restituiscono il clima vivace della musica iberica tra Seicento e Settecento, ricca di ritmo, colore e invenzione melodica.
Completa la sezione spagnola la “Sonata di sesto tono” di José Moreno Polo (1708-1773), esempio significativo del repertorio organistico liturgico settecentesco, costruito secondo il sistema dei toni ecclesiastici e caratterizzato da una scrittura limpida e cantabile.
Il concerto culmina con uno dei capolavori della letteratura organistica: la “Fantasia e Fuga in la minore BWV 561” di Johann Sebastian Bach. La fantasia, di forte carattere improvvisativo, introduce una fuga rigorosa e monumentale, in cui la perfezione architettonica della scrittura bachiana diventa il simbolo stesso della tradizione tedesca evocata nel titolo del recital.
Nato a Valencia, Arturo Barba Sevillano è professore ordinario al Conservatorio Superiore di Musica della sua città e svolge un’intensa attività concertistica internazionale. Ha suonato in alcune delle più importanti sedi organistiche del mondo, tra cui la Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, Notre-Dame di Parigi, l’Abbazia di Westminster a Londra, la Cattedrale cattolica di Mosca, oltre alle cattedrali di Colonia, Varsavia, Riga, Bratislava, Siviglia, Barcellona e Cali, e in istituzioni come l’Auditorio Nacional di Madrid e l’Università di Cambridge. Collaboratore dell’Orchestra di Valencia e dell’Orquestra de la Comunitat Valenciana, ha affrontato gran parte del repertorio sinfonico e operistico con organo accanto a direttori quali Zubin Mehta, Plácido Domingo, Fabio Luisi, Michel Plasson, Marc Minkowski e Mark Elder. Ha inoltre registrato per RNE-Radio Clásica e inciso diversi dischi come solista.
Formatosi tra Valencia, Madrid e vari programmi internazionali di perfezionamento, i suoi studi lo hanno portato a lavorare con maestri come Michel Bouvard e Olivier Latry per la musica francese, Ton Koopman per il repertorio bachiano e Luigi Ferdinando Tagliavini per quello italiano. Barba è inoltre dottore presso l’Università Politecnica di Valencia, dove ha conseguito anche il titolo di architetto, un percorso che testimonia l’ampiezza dei suoi interessi culturali e la profondità della sua ricerca interpretativa.
L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti. OrgaNova è promossa e organizzata dall’associazione culturale «Arte & Musica», con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, in collaborazione con il Comune di Mola di Bari e la Fondazione Pasquale Battista, e il supporto del main sponsor Levigas Luce e Gas. Per informazioni: 340.376.15.50.
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