Sabato 10 ottobre,
alle ore 20, nella
Chiesa di San Domenico di Mola di Bari, la XVII edizione di «
Organova - Stagione Internazionale di Santa Maria del Passo» ospita per la sezione «Grandi interpreti» l’
organista giapponese Kinue Aota, protagonista di un concerto che metterà in dialogo la grande tradizione organistica tedesca, da Nicolaus Bruhns a Johann Sebastian Bach, con pagine di autori del Novecento e contemporanei, tra Oriente e Occidente. L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti.
Un programma compatto ma di grande varietà, che dalla scuola organistica della Germania settentrionale e dall’universo bachiano arriverà sino alla musica giapponese di Tsugutoshi Arakaki e Yui Kakinuma, per concludersi con Pablo Perez. Un itinerario particolarmente congeniale al profilo internazionale di Kinue Aota, la cui formazione si è sviluppata tra Giappone, Francia, Austria e Italia, con un’attenzione specifica tanto alla prassi esecutiva storica quanto ai diversi repertori per organo.
Ad aprire il concerto sarà il «Preludio in mi minore» di Nicolaus Bruhns (1665-1697), esponente della scuola organistica della Germania settentrionale e allievo di Dieterich Buxtehude. Nella sua scrittura convivono libertà quasi improvvisativa, virtuosismo e severità contrappuntistica: elementi di quello stylus phantasticus che consentiva all’organista una grande libertà nell’alternanza fra episodi differenti e che costituirà uno dei terreni sui quali maturerà anche il giovane Bach.
Proprio Johann Sebastian Bach (1685-1750) occuperà una parte centrale del programma con tre pagine che ne mostrano volti profondamente diversi. La prima sarà «O uomo, piangi il tuo grande peccato BWV 622», corale dell’«Orgelbüchlein» nel quale la melodia liturgica viene ornata con una linea di straordinaria intensità espressiva. La scrittura contrappuntistica non è mai puro esercizio: ogni movimento delle voci sembra partecipare alla meditazione sul testo del corale, facendo della pagina uno degli esempi più alti della capacità bachiana di trasformare un contenuto spirituale in architettura musicale.
Di tutt’altra ampiezza la «Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542», tra le più celebri e imponenti composizioni organistiche bachiane. Alla Fantasia, segnata da forti contrasti, cromatismi e tensioni armoniche, risponde una Fuga di straordinaria energia, nella quale il rigore della costruzione contrappuntistica non attenua mai la vitalità del discorso. È una pagina che mette alla prova tanto la visione architettonica dell’interprete quanto la capacità di governare registri, articolazione e differenti piani sonori.
Un clima più raccolto arriverà invece con «Quando siamo nella più grande afflizione BWV 641», ancora dall’«Orgelbüchlein»: una meditazione nella quale la melodia del corale emerge sopra un tessuto contrappuntistico essenziale, quasi una preghiera affidata al suono. Il contrasto con la vastità della «Fantasia e Fuga» permette così di accostare due estremi dell’universo bachiano: monumentalità e intimità, tensione costruttiva e raccoglimento.
Poi si aprirà una prospettiva completamente differente, portando nel programma anche la cultura musicale giapponese. Di Tsugutoshi Arakaki (1938-2024) Aota proporrà le «Variazioni sul tema dell’Etenraku». Già il riferimento all’Etenraku, una delle melodie più note del gagaku, l’antica musica della corte imperiale giapponese, crea un ponte singolare fra una tradizione musicale secolare dell’Oriente e la sonorità dell’organo occidentale. Il principio della variazione permette al materiale tematico di essere osservato da prospettive differenti, trasferendolo in un universo timbrico lontano da quello nel quale ha avuto origine.
Il Giappone contemporaneo sarà rappresentato anche da Yui Kakinuma (1961) con «Iemière», pagina che sposta ulteriormente il baricentro del concerto verso la produzione del nostro tempo. Dopo il contrappunto e il repertorio liturgico della tradizione tedesca, la presenza di Arakaki e Kakinuma consente dunque di ascoltare lo stesso strumento all’interno di coordinate culturali e musicali differenti.
A chiudere il programma sarà il «Prélude» di Pablo Perez (1961), completando un itinerario che non segue semplicemente un ordine cronologico, ma accosta epoche, provenienze e linguaggi diversi attraverso le possibilità timbriche dell’organo.
Diplomata con il massimo dei voti all’Università di Musica Kunitachi, dove ha ricevuto il Premio Takeoka, Kinue Aota ha studiato con Minoru Yoshida e successivamente conseguito il diploma al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Lione, ottenendo all’unanimità il Premier Prix sotto la guida di Xavier Darasse. Ha poi proseguito il perfezionamento all’Università di Musica e Arti Performative di Vienna con Michael Radulescu, eminente studioso bachiano, e al Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi con Michel Chapuis e Olivier Latry, completando il cycle de perfectionnement.
Durante gli studi, come borsista del Conservatorio parigino, si è inoltre perfezionata a Milano con Lorenzo Ghielmi, approfondendo la musica organistica del Rinascimento e del Barocco italiano, e ha studiato l’esecuzione storica del clavicembalo e dell’organo con J. W. Jansen e Yoshiko Ieki. Aota è risultata vincitrice della prima Audition per organo della Symphony Hall, ha ricevuto il Premio di incoraggiamento del Sindaco di Musashino al primo Concorso Internazionale d’Organo della Città di Musashino e ha ottenuto il secondo premio al quinto Concorso Internazionale d’Organo di Tolosa.
Intensa la sua attività concertistica in Giappone e all’estero, anche in collaborazione con orchestre, ensemble e cori. Particolarmente significativo il suo rapporto con l’Italia: nel 2013 Aota ha suonato durante la Messa di Natale nella Basilica di San Pietro in Vaticano ed è stata inoltre componente di giurie di concorsi organistici internazionali in Italia e nei Paesi Bassi.
Dopo aver insegnato al Tokorozawa Civic Cultural Center «Muse» e alla Miyagi Gakuin Women’s University, è attualmente docente presso l’Università di Musica Kunitachi e il liceo annesso alla stessa università, oltre che organista e docente presso la Chiesa Takino-gawa della Chiesa Unita di Cristo in Giappone. Svolge inoltre servizio come organista per le celebrazioni liturgiche della Chiesa cattolica di Sekiguchi e della Diocesi di Tokyo presso la Cattedrale di Santa Maria di Tokyo ed è organista collaboratrice presso le chiese cattoliche di Haramachi e Seijo.
L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti. OrgaNova è promossa e organizzata dall’associazione culturale «Arte & Musica», con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Puglia e Comune di Mola di Bari, con la collaborazione della Fondazione Pasquale Battista e il supporto del main sponsor “Levigas Luce e Gas”, oltre ad altri sponsor locali. Per informazioni: 340.376.15.50.
Web:
www.facebook.com/organova.live