da domenica 28 Giugno a sabato 5 settembre 2015
in mostra
63° Festival di Ravello - Augusto Perez / Ravello
Arte e fotografia
L’edizione 2015 del Ravello Festival porta nella Città della Musica una straordinaria retrospettiva dedicata ad Augusto Perez (Messina 1929 – Napoli 2000), uno degli scultori più significativi del Novecento italiano. Formatosi a Napoli, dove insegna per lunghi anni all'Accademia partenopea, è senza dubbio uno degli artisti più importanti del dopoguerra. Si impone all’attenzione generale durante la Biennale di Venezia del 1960 (in laguna era già stato invitato quattro anni prima con alcune opere) dove presenta una sala personale, ripetuta poi nell’edizione del 1966. Come per gli omaggi a Mimmo Paladino nel 2013 e all'inglese Tony Cragg nel 2014, a curare l’ampia mostra su Perez è Flavio Arensi.
Il percorso espositivo, che toccherà i suggestivi spazi di Villa Rufolo e della terrazza dell'Auditorium Oscar Niemeyer, si compone di ventisette sculture monumentali. Si parte da alcuni soggetti degli anni Sessanta fino alle ultime creazioni, proponendo i capolavori più noti dell’artista partenopeo: dai ritratti a Luigi XIV ad una serie di sculture recuperate per l'occasione e di rara esposizione, come la grande opera Terrae Motus, nata dalla collaborazione con Lucio Amelio, oggi in collezione privata. Di particolare effetto, l'installazione negli spazi della Cappella della Villa: qui è collocata la grande Crocefissione secondo le modalità immaginate dall'artista ma mai realizzate.
L'esposizione, prodotta dalla Fondazione Tramontano Arte di Napoli e nata in collaborazione con la Fondazione Materima di Casalbeltrame, è anche la più ampia retrospettiva all'aperto dell'artista realizzata dopo la sua morte e intende riproporre all'attenzione della critica e del pubblico internazionale l'opera di uno scultore che, secondo lo scrittore Giovanni Testori, "sprofonda in sé stessa e traduce lo strazio del nostro essere uomini nello strazio della bellezza". La scultura di Perez ha influenzato non pochi artisti, da Giuliano Vangi ai maestri della Transavanguardia, perché il suo modellato è riuscito a raccontare con estrema efficacia il chiudersi di un secolo difficile in cui il dramma, la necessità della trasformazione e della riappropriazione del sé, divengono temi espressivi portanti. La serie degli Ermafroditi, per esempio, evidenzia il mutare fisico e spirituale dell'uomo, mentre in quella del Circo (riproposta interamente a Ravello) Perez ripensa il concetto stesso di equilibrio. Il tema della notte, dell'ombra, emerge infine dalla grande porta “Notte” collocata nei giardini della torre, ma anche nelle grandi Meridiane in cui il tempo diviene meditazione sulla vita che scorre.
Augusto Perez nasce a Messina nel 1929, ma fin da bambino si trasferisce con la famiglia a Napoli, dove frequenta per qualche anno la Facoltà di Architettura. Ben presto però la scultura assume un ruolo centrale nella sua vita ed egli vi si dedica completamente a partire dagli anni '50.
È stato definito un "hidalgo spagnolo" per la nobile figura, alta e slanciata, oltre che per i gesti gentili, sotto i quali nascondeva una certa inquietudine.
Perez è stata senza dubbio uno delle figure principali nel panorama della scultura contemporanea, avendo partecipato alle più importanti mostre e rassegne in Italia e all'estero, e avendo esposto più a volte alla Biennale di Venezia con una serie di Mostre personali.
Uno dei soggetti centrali per questo artista è quello dell'ombra, sottolineato persino dai titoli in alcuni dei suoi lavori più famosi (si pensi a "Crepuscolo", "Notte" o alla serie delle "Meridiane").
Il trascorrere del tempo segnato dalla luce giustifica l'uso della tecnica, a base di potenti chiaroscuri, attuata anche nei bellissimi disegni.
Tutta la sua poetica si può dire che aspiri ad un valore simbolico.
Ecco perché "l'importanza dell'opera di Perez potrà essere compresa se si avvertirà quanto grandioso e disperato c'è nella sua ostinazione a tenere saldamente congiunta la forza di rappresentazione dell'immagine con una tagliente ed ossessiva tensione intellettuale" (F. Simongini). Muore nel dicembre del 2000.
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da domenica 28 Giugno a sabato 5 settembre 2015
Ravello (Salerno)
Auditorium Oscar Niemeyer
Via della Repubblica, 12
ore 12:00
ingresso libero
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