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Viva Festival 2019, la recensione

Viva Festival 2019, la recensione
Ph. Enrico Fornaro
Viva! Festival 2019 - 1 - 4 Agosto Valle d’Itria
International Music Festival 

Viva Festival, il gioco di parole appare facile e scontato. Chi nei primi 3 giorni di agosto è andato al festival non avrà potuto fare a meno di pensare di essere nel posto giusto al momento giusto, circondato dalla bellezza delle Masserie settecentesche e lo skyline di Locorotondo come quinta con il suo famoso “lungomare”, nel cuore della Valle d’Itria. Bisogna saper guardare nel futuro, immaginare, credere fortemente in un progetto così innovativo per questo territorio, per realizzare quello che hanno saputo fare Turnè srl di Locorotondo e l’associazione Xplosiva, nota per il progetto Club to Club festival di Torino.

Un programma ricchissimo, denso di grandi star internazionali e delle migliori promesse della scena mondiale, con eventi collaterali come i Viva Extra e i Viva Talk. L’organizzazione è perfetta, curata nella gestione delle vie d’accesso, dei parcheggi e della sicurezza in generale, ottima la qualità del suono e la potenza degli impianti.
Già la prima serata sorprende per la qualità dei set, come ad esempio quello della dj nipponica Powder, al secolo Moko Shibata, dj e producer nella notte, impiegata per un'azienda tech a Shibuya di giorno, che conclude la sua performance suonando addirittura Enzo Avitabile; a seguire l’atteso show di Jon Hopkins, in cui gli high-end visual sono protagonisti, insieme alla sua musica techno psichedelica con linee melodiche di synth e le coreografie di due amazzoni con spade led multicolore, upgrade delle spade laser di Star Wars, Basato sulla sua ultima pubblicazione, “Singularity”, il live è realmente un’esperienza immersiva che scatena le più diverse interpretazioni, una specie di viaggio interstellare nei multiversi, attraverso il tempo, evocando ricordi a volte angoscianti come quelli di un adolescente che in skateboard attraversa una cittadina che ci ricorda un sobborgo della famigerata Area 51, terminando poi con immagini e suoni che fanno pensare al raggiungimento di uno stato di coscienza superiore, a una consapevolezza di se, ad una interconnessione col tutto, alla conoscenza dei segreti dell’universo.

Nella seconda serata del festival tanti ospiti nazionali e internazionali, divisi tra il Main Stage di Masseria Grofoleo e Masseria Aprile come Gilles Peterson, che con le sue etichette Acid Jazz e Talkin’ Loud ha praticamente contribuito a creare nuovi generi musicali.

L’appuntamento più atteso è quello della serata del 3 Agosto, preceduto dal concerto live di Apparat, artista berlinese, elegante e sofisticato disegnatore di suoni, probabilmente più conosciuto con la produzione dei Moderat o per l’utilizzo di sue composizioni in famose serie televisive come “Goodbye” in Breaking Bad.

Alle 00.50 finalmente appare sul palco Erykah Badu nella sua veste di DJ Lo Down Loretta Brown. Pensavamo di assistere ad uno show freddo e distaccato di una star, forse non più mainstream come nel periodo del Baduizm, acclamato Album del 1997, abbiamo sperato in un vero live più che in un djset, supponendo che tale performance fosse solo un capriccio da star. Non è stato così! Sul palco con due DJ e un virtuoso del Basso elettrico DJ Lo Down colpisce subito allo stomaco di chi ha sognato e ballato con i Bee Gees con “Love You Inside Out”, iniziando così un viaggio nella musica con James Brown, Stevie Wonder e Marvin Gaye, l’emozione sale quando duetta virtualmente con un ancora quattordicenne Michael Jackson nel brano “I wanna be where you are”, e poi continua passando da Q-Tip a Jay-Z, da Grandmaster Flash a Eric B & Rakim, dal rap all’hip-hop fino alla disco con Disco Nights di GQ, sulle cui note lascia la consolle e balla a bordo palco per essere più vicina ad un pubblico che ormai la adora. Nel look insolitamente semplice per i suoi standard, nelle movenze e nel modo in cui sorride e coinvolge il pubblico sembra aver ritrovato una nuova giovinezza, una nuova linfa, paradossalmente sembra uscire dal suo ruolo di star e vivere il djset insieme al suo pubblico, senza distanze, lasciandosi andare e e divertendosi molto in quello che fa. Nella selezione non mancano suo e hit come Appletree, Hello e un inedito I Been Goin Thru It All (reperibile solo su YT e SoundCloud). Dopo aver suonato tra gli altri Afrika Bambaata, Brazilian Rhyme degli Earth Wind & Fire, D’Angelo, Womack & Womack e Luther Vandross, alle 2:10, il set si avvia alla conclusione, DJ Lo Down si siede a bordo palco e accompagnata dal basso canta Window Seat, un ultimo regalo per il pubblico, di cui sente il calore, chiede di tenere le mani alzate e le dita tese per uno scambio di energia, di amore, di pace e poi il saluto con un lungo inchino, infine scompare nel buio, sulle note di Ms. Jackson degli Outcast.
La serata per chi ancora ne ha, continua con altri set e con l’unusual breakfast party by Lavazza alle 5.00 a Cala Masciola, lido di Borgo Egnazia.

É vero,il gioco di parole appare facile e scontato, ciò nonostante, Viva il Viva Festival, Viva... il Festival!

AO

Artist:
GILLES PETERSON & MC GENERAL RUBBISH (UK), JAYDA G (CA), JON HOPKINS[ LIVE ] (UK), TODD TERJE[ DJ ][ IT EXCLUSIVE SHOW ] (NO),PRIESTESS (IT),
YVES TUMOR[ IT EXCLUSIVE SHOW ] (US), BAMBA PANA & MAKAVELI (TZ),JUAN WAUTERS[ IT DEBUT SHOW / IT EXCLUSIVE SHOW ] (UY), L I M[ DJ ] (IT), NAPOLI SEGRETA (IT), NICOLA CONTE (IT), NINOS DU BRASIL (IT), POWDER (JP), CARLO PASTORE (IT), CIAO. DISCOTECA ITALIANA (IT), DJ ARIENNE (IT), FUNKRIMINI (IT),
JIMA FEI + YAFFRA (IT), KANG BRULÈE (IT), MRCLD (IT), Z.I.P.P.O (IT)

SCRITTO DA lovelive il 06/08/2019

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