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Un sorprendente Max Gazzè a Monopoli

Un sorprendente Max Gazzè a Monopoli
Nella splendida cornice di Monopoli, si è concluso ieri sera il Festival Costa dei Trulli con uno straordinario e sorprendente concerto di Max Gazze sulla Banchina Solfatara, manifestazione ottimamente organizzata. Il cantautore, bassista e compositore romano è ritornato a girare l’Italia con il suo “On the road tour” e a calcare con vigore il palco per quella che è sempre stata una sua forte passione: la musica live.
Accompagnato in questo nuovo viaggio non solo dalla sua band storica: Giorgio Baldi (chitarre), Cristiano Micalizzi (batteria), Clemente Ferrari (tastiere) e Max Dedo (chitarre, fiati), ma anche da una ristretta ed incisiva sezione di fiati dell’Ensemble Symphony Orchestra.
La scaletta proposta è stato un piacevole ed intenso percorso nel suo vasto repertorio.

Il concerto è iniziato sugli accordi de la poetica “L’origine del mondo”, e a seguire “Quel che fa paura” tratta dall’album di esordio “Contro un’onda del mare” pubblicato nel 1996. Dopo una rapida digressione sul piacevole venticello sollevatosi sulla Banchina Solfatara, Max con la sua band ha acceso e appassionato il pubblico con brani storici come: “Annina”, “I tuoi maledettissimi impegni” e l’intensa “Teresa”. Non potevano mancare nel repertorio i bellissimi brani tratti dalla sua profonda collaborazione con gli amici storici Niccolo Fabi e Daniele Silvestri: “Vento d’Estate” e “L’amore non esiste”, quest’ultima come ossequio all’album co-prodotto dai 3 artisti “il Padrone della festa”. Max ci ha voluto deliziare anche di un inedito dal vivo: “Adesso Stop” il cui testo è quanto mai attuale visto i tempi che corrono.

Nella “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” nonostante l’assenza dell’orchestra sinfonica, la resa della piccola sezione dei fiati e le sonorità alla tastiere del Maestro Clemente Ferrari hanno creato la giusta atmosfera.

In un crescendo di suoni, proiezioni e luci da registrare la calorosa tromba del maestro Giancarlo Ciminelli e il fantastico assolo slappato al basso di Max nella “La favola di Adamo ed Eva”.
Simpaticissima la digressione di improvvisazione musicale, un po’ acid jazz e un po’ funky, nata dall’utilizzo del Vocoder che ha portato infine e per poco la band sulle note di “Love is in the air” brano di John Paul Young del 1978

Finale esplosivo e coinvolgente con “La vita com’è” e “Una musica po’ fare” in cui il pubblico ha ballato e fatto sentire il proprio calore., divertendosi.

Menzione speciale va all’apertura al concerto di Gazzè da parte di una nuova promessa del cantautorato italiano, presente allo scorso Sanremo: Marco e il cane. L’artista, anche lui romano, ha mitigato subito il caldo afoso e umido con l’ironia dei suoi testi e la sua maestria alla chitarra acustica. Si è esibito con 4 brani che hanno catturato fin dal primo momento l’attenzione del pubblico, dimostrato da i molteplici applausi. Il nostro più sincero in bocca a lupo per il futuro di questo nuovo cantautore.

Francesco C.

SCRITTO DA mauroarmadi il 02/09/2019

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