il Tacco di Bacco
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Guida al perfetto comunicato stampa - Il Titolo

Guida al perfetto comunicato stampa - Il Titolo
Photo by Nick Morrison on Unsplash
Come nelle migliori serie di libri, anche questo articolo si è fatto attendere più del dovuto, ma finalmente ci siamo. Possiamo proseguire nella nostra avventura, la nostra piccola e cruciale battaglia sulla giusta formulazione di un comunicato stampa. Altro che fisica nucleare.

Nelle puntate precedenti avevamo analizzato quali fossero gli ingredienti di base indispensabili alla stesura di un’efficace ed esaustivo comunicato. Per gli smemorati, tranquilli, eccoli riproposti.

Titolo
Tipologia dell’evento
Luogo
Data e ora
Modalità d’ingresso
Numero di telefono

Come già detto, a questi elementi potrete aggiungerne di altri importanti, ma quelli imprescindibili saranno sempre questi.

Raccolti tutti questi dati, per avere il vostro agognato comunicato non vi rimarrà che sviluppare ogni singolo punto, potrà sembrare semplice, ma è un percorso ricco di insidie.

Partiamo dall’inizio (da dove altrimenti?): il titolo.
Il titolo può determinare la riuscita o meno di un grande libro o di un grande film e così può essere per il vostro comunicato. Poche, anzi, pochissime parole dovranno immediatamente catturare l’attenzione del vostro pubblico, per questo andranno scelte con cura. Come sempre: più facile a dirsi che a farsi.

Nella pratica per scegliere un buon titolo la cosa migliore da fare è calarsi nei panni di chi leggerà e chi legge vuole tutto e subito. Quindi sarà vostro dovere colpirli e incuriosirli, chiarendo subito di cosa si tratta. Se ad esempio il vostro comunicato riguarda uno spettacolo, specificatelo; se nel vostro evento è prevista la partecipazione di un personaggio famoso o importante, fate sì che il suo nome appaia nel titolo.

Un titolo sbagliato sarebbe: Tutto pronto per l'atteso ritorno del re del teatro
Una versione corretta di questo titolo potrebbe essere: Paolo Rossi torna a Teatro con "Romeo e Giulietta"

Scelto il titolo potrete tirare un respiro di sollievo, perché uno degli scogli più ardui è stato superato, ma non il viaggio per raggiungere Itaca non finisce qui.


SCRITTO DA mauroarmadi il 06/02/2020

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