il Tacco di Bacco
Oggi è mercoledì 3 marzo 2021!

Pregi e difetti della stufa a pellet

Pregi e difetti della stufa a pellet

Le stufe a pellet sono la naturale evoluzione del camino a legna e del termocamino; in Italia sono una soluzione ampiamente diffusa e molto apprezzata per il riscaldamento domestico, al punto da essere adottata anche per gli impianti centralizzati degli edifici condominiali.


La maggior diffusione di questo tipo di apparecchi però, come accennato prima, riguarda soprattutto le singole abitazioni; questo tipo di impianto raccoglie anche l'eredità estetica del camino e il fatto di poter osservare la fiamma della combustione, anche se in misura minore a causa delle dimensioni ridotte della finestra, lo rende un punto di aggregazione per i componenti del nucleo familiare.


Questo aspetto potrebbe indurre a considerare le stufe a pellet un po' anacronistiche in un'epoca dove perfino le caldaie sono diventate Smart e, grazie a internet, permettono la gestione remota o addirittura l'auto-programmazione; ma basta dare un'occhiata a un qualsiasi modello di ultima generazione, per esempio la Nordica Extraflame Ketty, per capire il livello tecnologico raggiunto da questi impianti.


Il pellet costa meno: ma è proprio vero?


Una delle principali ragioni alla base del successo delle stufe a pellet è rappresentata dal costo di questo combustibile, che è addirittura più basso rispetto alla legna. Nella maggior parte dei casi questo è effettivamente vero, ed è appunto uno dei motivi che hanno spinto la maggior parte degli italiani a prediligere questo tipo di impianto; proprio per questa ragione, però, si è creata una situazione paradossale che vede la domanda di pellet in costante crescita mentre la produzione nazionale è limitata e rimane invariata nel corso degli anni.


Di conseguenza può capitare periodicamente, soprattutto durante la stagione invernale, che il prezzo del pellet subisca delle vertiginose impennate a causa della carenza di prodotto. L'importazione di pellet di produzione estera può sopperire a questa carenza e contribuire ad abbassare nuovamente i costi, ma espone a un'altra problematica: quella della comparsa sul mercato di pellet a basso costo ma altamente nocivo.


In questo caso bisogna fare molta attenzione perché esistono alcune aziende, sia italiane sia straniere, che motivate dal puro profitto non si fanno scrupolo nel produrre pellet con scarti di legno provenienti da lavorazioni industriali, quindi contenenti resine sintetiche, vernici e altre sostanze chimiche che sono estremamente dannose per l'uomo e l'ambiente, oltre che rovinose per la stufa in cui vengono bruciate.


I possessori di un modello a pellet, quindi, per ottenere un reale vantaggio economico da questo combustibile, dovrebbero evitare di acquistarlo durante il periodo invernale, visto che i prezzi tendono sempre a salire in quel determinato periodo, ed evitare per quanto possibile di acquistare pellet a prezzi inferiori alla media ufficiale.


Tutta la verità sulla manutenzione


Un altro pregio che viene spesso decantato come un mantra è quello secondo il quale la stufa a pellet è vantaggiosa perché ha bisogno di meno manutenzione rispetto agli impianti di riscaldamento a gas, ma questa è una forzatura in termini perché la “manutenzione” a cui ci si riferisce è soltanto quella straordinaria, e cioè il controllo periodico per verificare che l'impianto stia ancora operando secondo gli standard del produttore.


Negli interventi di manutenzione vanno inseriti a pieno titolo anche gli interventi ordinari infatti, perché sono soggetti a un costo anche quelli. Parliamo nello specifico del rifornimento di pellet nella tramoggia, che seppur gratis richiede tempo e sforzi fisici, della pulizia del bruciatore, della camera di combustione e dello sportello, nonché le ispezioni frequenti per verificare il funzionamento delle ventole e delle altre componenti sensibili.


Se la esaminiamo da questo punto di vista, quindi, ci possiamo tranquillamente rendere conto che una stufa a pellet non è tutta rose e fiori solo perché ci fa spendere meno in combustibile. Il bruciatore va pulito con una frequenza stabilita in base all'utilizzo, in ogni caso non meno di due volte a settimana, e insieme al bruciatore va da sé anche la pulizia della camera di combustione e del relativo sportello.


Di conseguenza anche la canna fumaria va pulita almeno una volta all'anno, in alcuni casi anche due, e anche se le ceneri prodotte dalla combustione sono poche vanno comunque smaltite. Di conseguenza, a fronte del vantaggio economico, esistono gli svantaggi derivanti da un maggiore impegno e frequenza per quanto riguarda gli interventi di manutenzione ordinaria.


La stufa a pellet potrebbe rivelarsi problematica soprattutto per gli anziani che vivono da soli, i quali avranno l'incombenza non indifferente di dover maneggiare e movimentare i sacchi di pellet da 15 chilogrammi l'uno, preoccuparsi dello stoccaggio degli stessi e degli interventi di manutenzione ordinaria.

SCRITTO DA SnowVilliers il 15/01/2021

(letto 323 volte)

Se hai stampato queste pagine, ricordati di cestinarle nel raccoglitore della carta.
If you print these pages don't forget to trash them in a recycle bin.

Quando sfogli le pagine di questo sito, i cookie e altre tecnologie vengono utilizzate per migliorare la tua esperienza e personalizzare il contenuto e alcuni spazi pubblicitari che vedi.
Visita la nostra informativa sulla privacy (aggiornata al 25/05/2018) per saperne di più. Privacy Policy
Cliccando su accetta o continuando a navigare sul sito, accetti l'uso dei cookies e dei dati. Ulteriori informazioni Accetto i cookie da questo sito