
Il primo smartphone.
A che età è giusto darglielo?
Serve davvero o lo vogliono solo perché “ce l’hanno tutti”?
Come evitare che lo usino troppo?
E se succede qualcosa che non so gestire?
Sono domande comuni, sane, e senza una risposta uguale per tutti. Lo smartphone non è solo un oggetto tecnologico: è una porta aperta sul mondo, con possibilità enormi ma anche qualche rischio. Per questo non andrebbe mai consegnato con leggerezza, come un premio, ma come l’inizio di un percorso da fare insieme.
Non esiste un momento “giusto” valido per tutti. Conta di più la capacità di rispettare regole, gestire le emozioni, chiedere aiuto quando qualcosa non va. In molti casi partire con un telefono semplice, con funzioni limitate, è una scelta più equilibrata di uno smartphone avanzato lasciato senza guida.
Uno smartphone non è un giocattolo. Permette di comunicare con chiunque, accedere a contenuti infiniti, scattare e condividere immagini. Dirlo chiaramente, con parole semplici, aiuta a dare il giusto contesto. Il telefono dovrebbe arrivare dopo una conversazione, non prima.
Le regole non servono a punire, ma a proteggere. Funzionano meglio quando sono chiare e condivise fin dall’inizio: orari di utilizzo, momenti senza smartphone (pasti, studio, sera), niente telefono acceso di notte in camera. Meglio poche regole, ma coerenti.
Il controllo parentale non è spiare, ma accompagnare. Aiuta a limitare tempi e contenuti e a prevenire scelte impulsive. È importante spiegare che non è una mancanza di fiducia e che, con il tempo, questi controlli potranno diminuire.
I social non sono pensati per i più piccoli. Anche quando sembrano innocui, spingono al confronto, alla ricerca di approvazione e visibilità. Rimandare il più possibile l'uso di Instagram, TikTok, Snapchat, Facebook e Xnon significa demonizzarli, ma riconoscere che servono strumenti emotivi che arrivano solo crescendo.
Una foto inviata non è più sotto il proprio controllo, anche quando “sparisce”. È una verità semplice ma fondamentale. Nessuno ha il diritto di chiedere immagini intime e dire no è sempre corretto. Se qualcosa mette a disagio, se ne parla con un adulto: senza paura di essere giudicati.
I ragazzi osservano. Dire “posalo” serve a poco se noi per primi non lo facciamo. L’educazione digitale passa anche dal nostro modo di usare il telefono, di ascoltare e di essere presenti.
Il telefono non deve sostituire sport, gioco, noia e relazioni reali. Trovare un equilibrio tra online e offline è uno dei regali più importanti che possiamo fare.
Il primo smartphone non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso. Non servono genitori perfetti, ma adulti presenti, capaci di ascoltare e di accompagnare passo dopo passo.
09/01/2026 00:00
Redazione - il Tacco di Bacco
(letto 85 volte)
Cerca gli spettacoli online e vivili offline. Il Tacco di Bacco è uno strumento pensato per migliorare la qualità della nostra vita: un'esistenza piena si basa su connessioni autentiche, che crediamo nascano solo nel mondo reale. Per questo abbiamo creato un'agenda che orienta, non una community che trattiene. Noi vi diamo il mezzo, voi trovate il fine.
La redazione declina ogni responsabilità nel caso in cui le informazioni fornite su www.iltaccodibacco.it siano errate, mancanti o incomplete.
Progettato e realizzato in Italia - 2026 © - il Tacco di Bacco
Se hai stampato queste pagine, ricordati di cestinarle nel raccoglitore della carta.
If you print these pages don't forget to trash them in a recycle bin.