il Tacco di Bacco

Stanley Jordan al Teatro Fusco: due mani, mille mondi - Taranto 3 Febbraio 2026

Stanley Jordan al Teatro Fusco: due mani, mille mondi - Taranto 3 Febbraio 2026

Il sipario si apre sul silenzio attento del Teatro Fusco alle 21.10. Grazie allo straordinario impegno dell’Associazione Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, che con passione cura da oltre 100 anni eventi musicali e culturali della città, Stanley Jordan sale sul palco e con la sua chitarra Vigier Arpege Series II mostra subito la sua incredibile tecnica di tapping: due mani che sembrano moltiplicarsi, intrecciano melodie, armonie e linee ritmiche in un dialogo senza confini.

La serata è un flusso continuo di suggestioni musicali. All’inizio, tra le note, forse in un omaggio all’Italia, emergono in noi immagini e suoni che richiamano il mondo di Massimo Troisi e Pino Daniele, con accenni melodici che evocano un mandolino amplificato. Poi la musica vira verso un blues monumentale, con arrangiamenti ricchi e avvolgenti, seguiti da una esecuzione dalle sonorità latine, intensa e nostalgica, che racconta forse un amore perduto. Stanley Jordan può spaziare fra i generi e gli autori con estrema facilità senza alcun limite al suo strumento ed ecco che esegue una reinterpretazione intensa di The House of the Rising Sun degli Animals, dove ogni frase respira e vibra con autonomia propria.

Stanley sente il bisogno di comunicare con il pubblico e grazie ad un interprete dello staff inizia a raccontare la sua ispirazione e la sua missione. Parla della forza della creatività, del coraggio di seguire istinto ed emozioni, del desiderio di ispirare gli altri non solo nel mondo dell’arte, ma nella vita stessa. Dopo queste parole, Stanley offre un esecuzione di un brano in cui promette di “…rompere molte regole”, diventando un manifesto concreto della sua libertà musicale.

Arriva quindi un momento particolarmente toccante: una canzone dedicata al padre, eseguita solo con voce e chitarra. La delicatezza e la profondità emotiva conquistano il teatro, mentre nelle due esecuzioni successive Jordan si siede alla tastiera, canta e suona simultaneamente piano e chitarra, mostrando una tecnica unica e sorprendente che sembra moltiplicare le sue mani sugli strumenti.

Uno dei momenti più straordinari arriva con l’interpretazione di Mozart - Piano Concerto No. 21, Andante: la chitarra in alcuni passaggi sembra in un clavicembalo, e qualcuno percepisce l’esecuzione del classico in una veste completamente nuova. Jordan svela così il suo mondo misterioso, una terra di confine tra jazz, sperimentazione e virtuosismo, dove ogni nota è ponte tra tecnica e emozione.

La serata si conclude con Eleanor Rigby dei Beatles, una rivisitazione stupefacente, intensa e delicata. Il bis arriva immediato: il pubblico è incantato e Stanley Jordan continua a sorprendere fino all’ultimo accordo.

In un teatro così raccolto, dove la distanza tra palco e platea è minima, la magia diventa tangibile: ogni nota vibra come un filo che unisce artisti e spettatori in un’unica esperienza.

E così, a fine serata, resta la sensazione che con Stanley Jordan la musica non si ascolta: si vive, si tocca, si respira.

Angelo Oliva

05/02/2026 00:00
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