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Medimex 2026: a Taranto nasce ogni anno una comunità temporanea fatta di musica

Medimex 2026: a Taranto nasce ogni anno una comunità temporanea fatta di musica
Pet Shop Boys - 20 Giugno - Foto ufficiale Medimex 2026

di Angela Maria Centrone

I concerti sono il momento più visibile del Medimex, ma il cuore della manifestazione batte nei giorni che li precedono. Prima dell’arrivo dei grandi ospiti internazionali del weekend, Taranto si è trasformata ancora una volta in un laboratorio aperto sulla musica, occasioni di confronto che hanno attraversato generi, epoche e linguaggi diversi.

Grande partecipazione si è registrata per Le Strade del Mediterraneo, progetto speciale di Antonio Diodato con Sara Gioielli, Davide Ambrogio e Sami Galbi, e ampia partecipazione agli showcase di Scannapieco Geremia Quintet, Claudio Suriano, Andrea Marchesino, Taurn, Zoe Pia & Tenores di Orosei “Antoni Milia”, Gabriele Poso, Alassane Badboy & The Conquerors On the Move, Stefano Palmieri, Malamore, Fra’ Sorrentino, DONBRUNO, Lit Up Fuse, Hate Moss, Lumiero e al dj set di DJ Reborn.

Notevole presenza di pubblico anche ai Racconti, con gli omaggi a Franco Battiato, Miles Davis, Jeff Buckley, Stevie Wonder e Bruce Springsteen. Ottima partecipazione alla prima edizione di Medimex Hip Hop Lab, con Shablo, Murubutu, Davide Shorty e Gep Caserta, e a Medimex Music Factory, realizzata con Warner Chappell Music Italiana e dedicata a giovani autori, produttori e compositori.

Circa 200 gli operatori coinvolti nelle attività professionali, che hanno affrontato temi come sviluppo della scena jazz, nuovi fondi e prospettive di cooperazione, codice dello spettacolo, spazi della musica dal vivo e nuove prospettive musicali, attraverso un ricco programma di panel, incontri e networking.

Grande attenzione c'è stata anche per Medimex Book Stories, la sezione dedicata ai libri musicali che ha ospitato Nuto e Finaz (Bandabardò), Nicola Gaeta e Nicola Conte, Simone Avincola, Laura Rizzo, Maurizio Biancani e Stefano Senardi.

Un programma fitto che conferma una delle caratteristiche più preziose della manifestazione pugliese: la capacità di trasformare la musica in un’occasione di riflessione condivisa.

Per qualche giorno Taranto diventa un punto d’incontro tra chi la musica la crea, la studia, la racconta e la vive. In un tempo dominato dalla velocità e dalla frammentazione, il valore del Medimex non è soltanto nella qualità degli ospiti o dei concerti, ma nella connessione che riesce a generare: tra generazioni, tra professionisti e appassionati, tra passato e futuro, tra culture che qui trovano un linguaggio comune.

È questa la riflessione che ci portiamo a casa dall’edizione 2026: la musica continua a conservare un potere salvifico, liberatorio e persino rivoluzionario. Non perché sia in grado di cambiare il mondo da sola, ma perché continua a creare comunità, a mettere le persone in relazione, a offrire strumenti per leggere il presente. E il Medimex, anno dopo anno, continua a essere uno dei luoghi in cui questa possibilità si realizza concretamente.

Sul fronte dei live, il festival ha confermato la propria capacità di costruire percorsi e narrazioni. Sabato sera i Pet Shop Boys – DREAMWORLD The Greatest Hits Live hanno portato sul palco uno show di livello altissimo: una sequenza impressionante di hit, una produzione visiva impeccabile e una rara capacità di trasformare il concerto in una festa collettiva. Da “West End Girls” a “It’s a Sin”, passando per “Go West”, il pubblico ha cantato e ballato dall’inizio alla fine.

La domenica ha invece assunto contorni più sospesi con gli Slowdive, autori di una delle esibizioni più immersive della manifestazione: visual ipnotici e sonorità oniriche hanno trasformato il lungomare in uno spazio fuori dal tempo.

Meno convincente, invece, ci è sembrata la chiusura affidata ai Suede. Musicalmente impeccabili e perfettamente al passo con il contemporaneo, non ci hanno però convinti fino in fondo nella presenza scenica di Brett Anderson, anche perché preferiamo decisamente la sua voce nella dimensione discografica e in studio. Forse anche per il confronto inevitabile con alcune presenze carismatiche che negli anni hanno calcato quello stesso palco – da Liam Gallagher a Thom Yorke, fino a Jarvis Cocker dei Pulp – resta la sensazione di un impatto scenico meno incisivo. A questo punto, con un sorriso, non possiamo che lasciare un piccolo invito aperto: mancherebbe solo Damon Albarn! (NdR: più che una battuta, una speranza e un augurio)

E poi ci sono stati i Ramones. O meglio, il loro spirito, che ha attraversato l’intera manifestazione: dalla mostra (aperta fino al prossimo 5 luglio) Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City al MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto, con circa 50 immagini inedite, alla coinvolgente installazione immersiva Hey! Ho! Let’s Go!, opera di projection mapping di Roberto Santoro e Blending Pixels dedicata alla nascita del punk rock, fino al progetto speciale NYC Redux Band playing the music of the Ramones, tra i momenti per noi più significativi dell’edizione.

La celebrazione dei cinquant’anni del punk è stata uno dei fili conduttori del Medimex 2026 e ha trovato il suo apice domenica al tramonto, quando sul palco della Rotonda del Lungomare si sono alternati Brian Chase (Yeah Yeah Yeahs), Sami Yaffa (New York Dolls, Hanoi Rocks), Steve Conte (New York Dolls), Kid Congo Powers (ex Bad Seeds), Luis Accorsi, Eugene Hütz (Gogol Bordello), Victoria Espinoza e Tammy Faye Starlite, il supergruppo del progetto speciale ideato dal produttore Marc Urselli, in anteprima mondiale a Taranto.

Più che un tributo, un incontro che conferma quanto il Medimex possa diventare spazio per produzioni originali, sperimentazioni site specific, pensate appositamente per questo momento dell'anno.

Proprio il punk, così centrale nell’immaginario di questa edizione, avrebbe forse meritato uno spazio ancora maggiore nella line up principale. 

Ma al di là di tutto, resta un’immagine conclusiva che sintetizza il senso di questi giorni: Eugene Hütz che sale sulle casse e trascina il pubblico in un canto collettivo sulle note di “Bella Ciao” intrecciata a “Blitzkrieg Bop”

Medimex torna a Taranto dal 15 al 19 giugno 2027!

22/06/2026 00:00
Angela Maria Centrone

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