
di Angela Maria Centrone
Michele Riondino balla tra il pubblico mentre sul palco delle Cave di Fantiano i Kerala Dust ci portano nel loro viaggio sonoro. Non c'è distanza tra chi organizza il festival e chi lo vive: soltanto la musica, lo spazio condiviso e quella particolare atmosfera che, anno dopo anno, rende il Cinzella Festival un appuntamento capace di distinguersi nel panorama musicale italiano.
Ad aprire l'edizione 2026 è stato Populous, al secolo Andrea Mangia, tra i producer italiani più apprezzati sulla scena elettronica nazionale e non. Il musicista salentino ha accolto il pubblico con un set fatto di ritmi downtempo, suggestioni world ed elettronica: un'introduzione ideale, che ha preparato il terreno all'arrivo dei protagonisti della serata.
Sul palco sono poi saliti i Kerala Dust, trio londinese composto da Edmund Kenny (voce e chitarra), Harvey Grant (tastiere ed elettronica) e Lawrence Howarth (batteria), tra le formazioni più interessanti della scena elettronica contemporanea. Il loro stile sfugge alle etichette: un mix raffinato di blues, rock psichedelico, krautrock, elettronica e techno minimale, dove chitarre, sintetizzatori e beat si intrecciano dando vita a un sound ipnotico e profondamente coinvolgente.
Alle Cave di Fantiano hanno costruito un live intenso e trascinante, fatto di groove incessanti, atmosfere cinematografiche e continui crescendo che hanno tenuto il pubblico con gli occhi e le orecchie incollati al palco. Quando Edmund Kenny ha annunciato l'ultimo brano, "White Noise", ci siamo resi conto che quasi due ore di musica erano volate via senza che nessuno se ne fosse accorto.
La serata inaugurale di ieri, 25 luglio, è stata una dimostrazione perfetta del fatto che il Cinzella non è solo una rassegna musicale, ma un progetto culturale nato da una storia che custodisce la memoria di una ferita e che, proprio attraverso quella memoria, riesce a raccontare un territorio senza mai smettere di guardare lontano.
La pecora, diventata simbolo del festival, richiama infatti gli oltre seicento ovini abbattuti nell'area della Masseria Carmine a causa della contaminazione da diossina, luogo in cui si è tenuta la prima edizione nel 2017, trasformando quella tragedia ambientale in un simbolo di rinascita attraverso la musica, l'arte e la cultura. Una scelta che sintetizza perfettamente la filosofia del Cinzella: fare della cultura uno strumento di rigenerazione, capace di restituire valore ai luoghi e alle comunità.
Qui non si punta a costruire un'immagine esclusiva, ma un luogo aperto, dove la condivisione viene prima di tutto: artisti, organizzatori e pubblico vivono gli stessi spazi, si incontrano, si mescolano, condividono la stessa esperienza.
Ieri sera, poco distante dal direttore artistico Michele Riondino, c'erano anche Andy e Sergio Carnevale dei Bluvertigo a seguire il live, riprendendone alcuni momenti con i loro telefoni, preludio della loro attesissima esibizione in programma questa sera.
Setlist – Kerala Dust (Cinzella Festival, 25 luglio 2026)
26/07/2026 00:00
Angela Maria Centrone
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