
di Angela Maria Centrone
Dopo l'apertura affidata al live set di Indian Wells, progetto elettronico di Pietro Iannuzzi, caratterizzato da sonorità ambient e suggestioni cinematografiche, alle Cave di Fantiano la seconda serata del Cinzella Festival 2026 ha visto il ritorno dei Bluvertigo.
L'attesa si è protratta oltre l'orario previsto, ma è bastato l'ingresso sul palco di Morgan, Andy, Livio Magnini e Sergio Carnevale perché il tempo sembrasse improvvisamente annullarsi. Del resto, se negli ultimi vent'anni non sono mancate reunion estemporanee e concerti occasionali, era dalla fine del ReTour del 2008-2009 che la band non affrontava una tournée strutturata. Quella di Cinzella, unica data pugliese dell'Essere Umani Tour, aveva quindi il sapore di un appuntamento speciale.
Ad anticipare l'arrivo della band è stata una voce fuori campo che ha risuonato tra le cave con parole cariche di significato: «Qualunque cosa ci capiti domani non sarà mai così tragica come ciò che ci è capitato ieri.» È una frase scritta dal giornalista Mario Borsa alla vigilia del referendum del 2 giugno 1946, un invito ad affrontare il futuro senza lasciarsi paralizzare dal passato. Un messaggio che è certamente anche dichiarazione di intenti.
Poi le luci si sono abbassate, i visual psichedelici hanno invaso gli schermi e i Bluvertigo hanno preso possesso del palco. L'impatto è stato immediato: la band ha sfoderato una verve invidiabile, come se questi anni non fossero mai trascorsi. Morgan, istrionico e imprevedibile come sempre, Andy con il suo inseparabile sax e le tastiere, Livio Magnini alla chitarra e Sergio Carnevale alla batteria hanno riportato in scena quell'alchimia che ha reso i Bluvertigo una delle esperienze più originali del rock italiano.
La scaletta ha attraversato tutta la storia del gruppo, alternando brani simbolo come “L'assenzio”, “Sovrappensiero”, “Cieli neri”, “La crisi”, “Io è un altro”, “Iodio” e l'immancabile “Altre F.D.V.”, accolti dal pubblico come veri e propri inni. Un viaggio nella poetica della band, tra elettronica, glam rock, new wave e sperimentazione.
Un momento particolarmente significativo è arrivato con “(Le arti dei) miscugli”, uno dei brani più visionari del repertorio dei Bluvertigo. Prima dell'esecuzione Morgan ha ricordato Franco Battiato, figura fondamentale per la sua formazione artistica e riferimento imprescindibile per quella ricerca musicale e filosofica che ha sempre accompagnato il percorso della band.
Non è mancato anche un omaggio a un'altra grande influenza dei Bluvertigo: David Bowie, celebrato con “Loving the Alien”, brano del 1984 tratto dall'album Tonight.
«La Puglia non ha controindicazioni!» ha poi esclamato Morgan rivolgendosi al pubblico prima dell'encore, raccogliendo un applauso spontaneo e caloroso.
La risposta dei fan è stata quella delle grandi occasioni. Sotto il palco si sono ritrovati gli appassionati che aspettavano questo momento da anni, ma anche tanti spettatori più giovani, a dimostrazione di quanto il repertorio dei Bluvertigo continui ad attraversare le generazioni senza perdere fascino.
L'auspicio, a questo punto, è che questo ritorno non si esaurisca con la tournée, ma possa aprire la strada a un nuovo album. Intanto il Cinzella Festival si è regalato uno dei concerti più attesi della sua edizione 2026, confermando ancora una volta la capacità di mettere insieme artisti capaci di segnare epoche diverse della musica italiana e internazionale.
Questa sera il festival si conclude con l'ultimo, attesissimo appuntamento: sul palco delle Cave di Fantiano salirà Niccolò Fabi, chiamato a mettere il sigillo finale a tre giorni di musica, condivisione e quella magica “presa bene” che da sempre accompagna il Cinzella Festival.
27/07/2026 00:00
Angela Maria Centrone
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