
di redazione Il Tacco di Bacco
C’era un’attesa spasmodica all’arena della Fiera del Levante, e le aspettative non sono state soltanto confermate, ma superate. Il concerto di Marcus Miller e della sua straordinaria band si è consacrato senza dubbi come l’evento clou del Locus Festival 2026, un’edizione interamente imperniata sulla figura immortale e sulla lezione di Miles Davis.
Guidati dall'iconico claim davisiano — Play what’s not there, suona quello che non c'è — Miller e i suoi compagni di viaggio hanno trasformato l'arena barese in un tempio del funk, del jazz e della sperimentazione pura.
Vedere quel palco popolato da autentici giganti della musica è stato un privilegio raro. L'intesa, il continuo interplay e la chimica perfetta tra i musicisti hanno travolto il pubblico:
Toccante il momento delle presentazioni, quando Miller ha ricordato come Miles, dopo quasi sei anni di silenzio e lontano dalle scene, decise di tornare circondandosi di ragazzi ventenni — come lui, Evans e Cinelu, insieme a un poco più grande Mike Stern — per dare vita allo storico We Want Miles. Trovare la tromba giusta per questa reunion era la sfida più ardua, ma l'innesto di Russell Gunn ha chiuso il cerchio alla perfezione.
Dalle prime battute fino ai bis, lo show è stato un susseguirsi di vette emozionali. La scaletta della serata barese ha inanellato capolavori: l'apertura trascinante con Aida, le atmosfere di It's About That Time e My Man's Gone Now, fino alle vibrazioni di Catémbe e Hannibal. Uno dei momenti più suggestivi è stato l'esecuzione di In a Silent Way, dove Miller ha incantato la platea al clarinetto basso, per poi esplodere nella furia funk-fusion di Bitches Brew e nella celebre Jean-Pierre.
Il finale non poteva che essere travolgente con l'encore di Tutu, trasformato in un jam trascinante. Tra le prestazioni di tutti, a dominare la scena sono stati gli assoli mostruosi di Marcus Miller: la sua leadership, il suo groove viscerale e la sua classe hanno conquistato un'Arena in piedi ad applaudire. Una serata che dimostra come lo spirito di Davis non sia un reperto da museo, ma una materia viva, pulsante e incredibilmente attuale. Un successo memorabile per un Locus 2026 destinato a rimanere nella storia.
La rassegna prosegue il 6 agosto a Castellana Grotte con Alberto Ferrari e poi con il ventaglio di concerti a Masseria Ferragnano a Locorotondo. Maggiori info www.locusfestival.it
31/07/2026 00:00
Angela Maria Centrone
(letto 70 volte)
| Fasano |
| Mercoledì 2 settembre 2026 |
| Locus Festival 2026 | C.S.I. |
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| Locorotondo |
| Sabato 15 agosto 2026 |
| Locus Festival 2026 | COSMO |
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| Castellana Grotte |
| Giovedì 6 agosto 2026 |
| Locus Festival 2026 | ALBERTO FERRARI |
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| Locorotondo |
| Venerdì 14 agosto 2026 |
| Locus Festival 2026 | SUBSONICA + THE ORB + TÄRA |
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