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Viaggio fotografico in Namibia: cosa sapere prima di partire con la macchina fotografica

Viaggio fotografico in Namibia: cosa sapere prima di partire con la macchina fotografica

Chi parte per la Namibia con una macchina fotografica scopre presto che il paese ha un orario. Alle sei del mattino, a fine giugno, la sabbia di Sossusvlei è fredda sotto le scarpe e il cielo è ancora grigio. Mezz'ora dopo il sole tocca la cresta delle dune e le divide in due: un lato arancione, l'altro quasi nero. Dura poco. Alle nove la luce è già piatta, il caldo sale e quello che sembrava un quadro diventa una distesa di sabbia senza ombre.

È il primo insegnamento che la Namibia dà ai fotografi: il viaggio si organizza intorno alla luce, non agli spostamenti. Per questo un viaggio fotografico si prepara in modo diverso da una vacanza.


Quando partire

Luglio è il mese che molti fotografi scelgono. È inverno australe e stagione secca: di giorno le temperature sono sopportabili, di notte nel deserto si scende vicino allo zero e serve un piumino leggero, anche se si va in Africa. La siccità ha un effetto preciso sulla fotografia di fauna. L'acqua scarseggia, e nel parco di Etosha elefanti, giraffe, zebre e leoni si concentrano attorno alle poche pozze rimaste. Chi sa aspettare vicino a una pozza, in silenzio, vede passare in un pomeriggio quello che in altre stagioni richiederebbe giorni.


Cosa mettere in valigia

L'attrezzatura per la Namibia va pensata per due mondi lontani tra loro. Per i paesaggi servono un grandangolo e un cavalletto stabile, indispensabile all'alba sulle dune e di notte, quando il cielo senza inquinamento luminoso mostra la Via Lattea da un orizzonte all'altro. Per la fauna serve un teleobiettivo, idealmente tra 200 e 400 mm. Poi c'è la polvere, che entra ovunque: un telo per proteggere il corpo macchina, un pennello e la regola di cambiare obiettivo il meno possibile all'aperto. Batterie e schede di memoria vanno portate in abbondanza, perché tra un lodge e l'altro le ore di guida sono molte.


Un paesaggio diverso ogni due giorni

La varietà fa della Namibia una scuola di fotografia a cielo aperto. In due settimane si passa dalle pianure di Etosha alle cascate di Epupa, nel nord, dove vive il popolo Himba. Poi dalle colline del Damaraland, attraversate dagli elefanti del deserto, alla Skeleton Coast, dove la nebbia dell'Atlantico copre i relitti e ammorbidisce ogni contrasto. A Cape Cross una colonia di otarie riempie l'aria di versi e di odore di mare. A Sandwich Harbour le dune scendono direttamente nell'oceano e si raggiungono solo in 4x4. Ogni tappa chiede un approccio diverso: la pazienza dell'attesa con gli animali, la sintesi nei paesaggi vuoti, la relazione prima dello scatto quando si fotografano le persone.


Perché partire con una guida fotografica

Molti di questi momenti dipendono da dettagli che un viaggiatore da solo difficilmente conosce. Dove dormire per essere dentro il parco del Namib prima dell'apertura dei cancelli. A che ora arrivare a Deadvlei per trovare gli alberi fossili ancora in ombra sul fondo bianco della valle. Quale pozza frequentare al tramonto.

È il lavoro che la fotografa Elisabetta Rosso, docente Nikon School, fa dal 2014, quando ha portato in Namibia il primo gruppo. Da allora le edizioni concluse sold out sono più di dieci. Con la sua scuola, Photolab Academy, ha costruito un metodo che unisce viaggio e didattica: la sveglia prima dell'alba, le uscite calibrate sulla luce, le immagini riviste insieme la sera per capire cosa ha funzionato e cosa no. I partecipanti hanno livelli diversi, dal principiante a chi fotografa da anni, e ognuno viene seguito sul campo.


Il prossimo viaggio

L'edizione 2027 si svolge dal 27 giugno al 10 luglio. Sono quattordici giorni da Windhoek attraverso Etosha, Epupa Falls, Damaraland, Skeleton Coast e Sandwich Harbour, fino alle dune di Sossusvlei e Deadvlei. Nel programma c'è anche una tappa al Cheetah Conservation Fund, dove si osservano da vicino i ghepardi e si conosce il lavoro di tutela della specie. Il gruppo è volutamente ristretto e le iscrizioni chiudono il 30 marzo 2027. Programma completo, itinerario giorno per giorno e modalità di adesione sono sulla pagina del viaggio fotografico in Namibia con Elisabetta Rosso.

Chi torna dalla Namibia, di solito, non racconta prima di tutto le foto. Racconta il freddo della sabbia all'alba, il silenzio vicino alla pozza, l'attimo in cui la luce attraversa la duna.
Le fotografie arrivano dopo, e servono a non dimenticarlo.

08/10/2026 00:00
Redazione - il Tacco di Bacco

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