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L’Italia nel mondo dei videogiochi

L’Italia nel mondo dei videogiochi

Il fascino che l’Italia ha nel mondo è ben noto. Il patrimonio artistico, storico e culturale che offre sull’intero territorio nazionale rendono il Paese il primo in assoluto per quanto riguarda il patrimonio culturale generalmente inteso, e fanno sì che l’Italia sia la quarta nazione più visitata al mondo. Il fascino del Bel Paese non si estende solo agli appassionati di turismo: al contrario, sono innumerevoli le opere, del più diverso genere, che sono ambientate in Italia, o dalla stessa hanno tratto ispirazione. Film e libri sono impossibili da elencare, soprattutto per la lunga storia che questi media hanno alle spalle. Ma i videogiochi, strumento relativamente giovane, offrono un ottimo esempio attuale di come l’Italia, nell’immaginario collettivo, susciti un fascino ineguagliato e probabilmente ineguagliabile. Spaziando da titoli di primissimo piano a semplici applicazioni per mobile, e dalle più ricche case di produzione internazionali ai più piccoli sviluppatori indipendenti, i titoli che “parlano italiano” sono veramente parecchi.



Partendo proprio da una delle icone del videogame degli anni ’90, è emblematico come alcune delle avventure di Lara Croft siano ambientate proprio in Italia. In quegli anni Core Design era una software house sulla cresta dell’onda proprio per il lavoro, all’epoca avveniristico, sui titoli della serie Tomb Raider: il secondo capitolo della serie, nel 1997, vede l’archeologa impegnata a Venezia e su una piattaforma nel Mar Adriatico. Nel 2000 invece il quinto capitolo della serie, Tomb Raider Chronicles, presenta una corposa sezione di gioco ambientata a Roma, con alcuni luoghi iconici come i Mercati di Traiano e il Colosseo. Innumerevoli sono poi gli scenari nostrani che fanno da sfondo a rievocazioni belliche. Gli sviluppatori di Dice, per Battlefield 1, nel 2016 portano in scena il fronte italiano della prima guerra mondiale rappresentando il passo di Falzarego in Veneto, il Mar Adriatico e Caporetto. Ma in termini di FPS è l’Italia meridionale, e in particolare la Sicilia, a farla da padrone: nel corso degli anni si sono susseguiti innumerevoli titoli delle serie di Call of Duty, Medal of Honor e Brothers in Arms nei quali veniva rappresentato lo sbarco degli Alleati nell’isola, nel 1943. Lo stesso evento fa da incipit nella storia creata nel 2010 da 2K Czech per il protagonista del secondo capitolo della serie Mafia, un italoamericano mandato al fronte in Sicilia. In tempi più recenti l’Italia è stata inoltre protagonista di un franchise vero e proprio best seller del mondo videoludico: Assassin’s Creed. Due dei capitoli di Ubisoft che vedono protagonista l’assassino fiorentino Ezio Auditore, Assassin’s Creed II e Brotherhood, sono interamente ambientati nell’Italia rinascimentale, ricostruendo in maniera fedele le città di Firenze, Venezia, Roma, Monteriggioni. Non solo luoghi, ma anche importanti personaggi del passato della penisola fanno la loro comparsa: Lorenzo il Magnifico, politico e mecenate fiorentino, e suo fratello Giuliano de’ Medici; Rodrigo Borgia, la sua ascesa al papato e i rapporti con i due figli Cesare e Lucrezia; Leonardo da Vinci durante il suo periodo romano. Nemmeno gli sviluppatori di Io Interactive sono rimasti indifferenti al fascino italiano, avendo ambientato lungo la costiera amalfitana una missione del loro Hitman, nel 2016.



Ma, come anticipato, oltre ai grossi nomi dell’industria del videogioco, sono innumerevoli i piccoli sviluppatori che, soprattutto in ambito culturale, sviluppano videogiochi per promuovere realtà territoriali, traendo ispirazione da luoghi e storie. Roma è un palcoscenico dalle infinite potenzialità, e un ottimo esempio può essere XX – La breccia, che mette in scena una rievocazione della breccia di Porta Pia del 1870. Al capo opposto del Tirreno, Discover Cagliari è un’avventura che sfrutta le potenzialità AR degli smartphone per interagire con alcuni dei monumenti più famosi della città. Similmente, Gli ultimi abitanti di Palmavera è un’applicazione pensata per arricchire, attraverso le interazioni, la visita al sito archeologico algherese di Palmavera. Rimanendo nell’Italia meridionale, la Sicilia fa da sfondo a opere interessanti come 1977: Radio Aut, un gioco narrativo del 2018 ispirato alla storia di Peppino Impastato; Progetto Ustica, sviluppato nel 2018 e definito “gioco per la memoria”; The Great Palermo, un particolare ibrido fra visual novel e videogame che collega le particolarità culinarie del capoluogo siciliano e i suoi luoghi più iconici.


Grossi titoli che sfruttano il fascino delle ambientazioni italiane, piccole produzioni che omaggiano storia o tradizioni regionali, fino ad arrivare a titoli pensati espressamente a fini culturali. Il fascino della penisola non fa eccezioni, e si estende a tutti i livelli del mondo del videogaming: è una caratteristica che offre potenzialità enormi.

SCRITTO DA SnowVilliers il 26/06/2020

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