
di Angela Maria Centrone
La seconda serata del Locus Festival 2026 a Masseria Ferragnano comincia nel segno di due progetti che raccontano, in modi diversi, alcune delle traiettorie più interessanti della nuova musica italiana.
Ad aprire sono i Satantango, duo cremonese formato da Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi, una delle realtà più interessanti emerse dalla nuova scena indipendente. Il loro omonimo album d'esordio, finalista al Premio Tenco 2026 nella categoria opera prima, si muove tra shoegaze, dream pop e new wave.
Poi è il momento di faccianuvola, nome d'arte di Alessandro Feruda, classe 2002, cantante, autore e produttore. Il suo progetto attraversa pop contemporaneo e suggestioni hyper-pop, con una scrittura fortemente generazionale confluita nell'album il dolce ricordo della nostra disperata gioventù, pubblicato nel 2025. Il suo set si chiude con un graditissimo omaggio a Franco Battiato.
Alle 23:30 è il momento de I Cani. Niccolò Contessa e la band salgono sul palco puntualissimi e fin dalle prime battute si capisce che quello che sta per succedere non sarà semplicemente la riproposizione dal vivo di un repertorio che ha segnato la scena indipendente italiana. C'è qualcosa di più.
Sulla carta, I Cani appartengono a quell'universo indie ed elettropop che ha rappresentato una parte fondamentale della musica italiana degli anni Dieci. Ma ascoltandoli dal vivo emerge con forza anche quella che a me è sembrata una forte influenza punk, soprattutto anni Novanta.
Sotto la superficie elettronica, sotto la precisione della scrittura di Contessa, si sente una vena più ruvida e istintiva. È una delle sorprese più belle del concerto: I Cani sul palco sembrano più sporchi e più potenti di quanto ci si aspetterebbe ascoltando i loro dischi.
E forse non è un caso che proprio il nome I Cani contenga già questa molteplicità di significati. Lo spiegava lo stesso Contessa parlando della scelta del nome: «Non mi piaceva l'idea di un nome troppo specifico, cioè che evocasse troppo un immaginario. "I Cani" ha il vantaggio che ha tantissime connotazioni perché il cane è l'attore che non sa recitare, è il migliore amico dell'uomo, il cane è fedele, il cane può essere il cane da salotto, il cane randagio, il cane che fa il combattimento tra cani».
Una molteplicità che sembra ritrovarsi anche nella dimensione live. I Cani possono essere tante cose contemporaneamente: elettronici e fisici, ironici e inquieti, pop e punk, intimi e collettivi.
Al centro di tutto c'è Niccolò Contessa, che si dimostra un frontman di grande efficacia. Non ha bisogno di costruire un personaggio ingombrante né di riempire ogni pausa con parole: tiene il palco con naturalezza e lascia che siano soprattutto le canzoni a parlare. Quando interviene, però, il rapporto con il pubblico è diretto e complice.
La scaletta è generosa e tra i primi brani arriva “Wes Anderson”. Per chi scrive, è un momento inevitabilmente personale: il regista citato è uno dei miei preferiti, ma soprattutto quella canzone, con la sua lettura così precisa di un certo modo di guardare il mondo, è stata la porta d'ingresso attraverso cui ho scoperto I Cani.
Ma ci sono anche “Buco nero”, “Nella parte del mondo in cui sono nato”, “Questo nostro grande amore”, “Il posto più freddo”, “Velleità”, “Sparire” e “FBYC (s f o r t u n a)”. Canzoni che appartengono a momenti diversi della storia de I Cani e che, messe una accanto all'altra, restituiscono la ricchezza di un repertorio che va oltre ogni etichetta di genere.
Quando parte “Asperger”, un piccolo gruppo di fan alle nostre spalle esplode in un'esultanza immediata. Non l'avevano mai sentita dal vivo. È uno di quei momenti che raccontano meglio di qualsiasi analisi il concerto: per i fan storici, la serata è una festa vera e propria.
Il pubblico riconosce le prime note, canta le parole, anticipa gli attacchi. Non è soltanto nostalgia. È la dimostrazione di quanto quelle canzoni abbiano continuato a vivere anche oltre il periodo storico nel quale sono nate.
Perché I Cani hanno raccontato una generazione, certo, ma non si sono limitati a fotografarla. Hanno intercettato una serie di inquietudini che continuano a essere riconoscibili: il disagio, le relazioni, la provincia, la solitudine, l'ironia come forma di difesa, il bisogno di appartenere e contemporaneamente quello di prendere le distanze da tutto. Anche di scomparire, se necessario.
Un'ora e quarantacinque minuti circa che volano. La chiusura è affidata a “Lexotan”, ed è perfetta. Il pubblico canta e il finale si trasforma in un momento collettivo, quasi liberatorio:
“Nonostante tutto c'è
La nostra stupida
Improbabile felicità”
In conclusione ciò che ci sentiamo di dire è che I Cani sono una band da vedere in concerto. Non soltanto per chi li segue da sempre e aspettava da anni di ascoltare dal vivo alcuni brani, ma anche per chi pensa di conoscerli già attraverso i dischi. Perché è sul palco che quelle canzoni cambiano pelle e diventano qualcosa di più ruvido, potente e collettivo.
Stasera si torna a Locorotondo con Mannarino, Ezra Collective, Napoli Segreta e Dario Jacque. Tutte le informazioni su programma e biglietti sono disponibili su www.locusfestival.it
Info di servizio: per questa edizione l'ingresso è differente rispetto alle precedenti. C'è un po' più di strada da fare a piedi per raggiungere l'area del festival, ma il nuovo accesso rende sicuramente più agevole il parcheggio.
09/08/2026 00:00
Angela Maria Centrone
(letto 65 volte)
| Fasano |
| Mercoledì 2 settembre 2026 |
| Locus Festival 2026 | C.S.I. |
|
|
| Locorotondo |
| Sabato 15 agosto 2026 |
| Locus Festival 2026 | COSMO |
|
|
| Locorotondo |
| Venerdì 14 agosto 2026 |
| Locus Festival 2026 | SUBSONICA + THE ORB + TÄRA |
|
|
| Locorotondo |
| Lunedì 10 agosto 2026 |
| Locus Festival 2026 | DANIELE SILVESTRI + FULMINACCI |
|
|
Cerca gli spettacoli online e vivili offline: il Tacco di Bacco è uno strumento pensato per migliorare la qualità della nostra vita. Un'esistenza piena si basa su connessioni autentiche, che crediamo nascano solo nel mondo reale.Per questo abbiamo creato un'agenda che orienta, non una app che trattiene. Noi vi diamo il mezzo, voi trovate il fine.
La redazione declina ogni responsabilità nel caso in cui le informazioni fornite su iltaccodibacco.it siano errate, mancanti o incomplete.
Progettato e realizzato in Italia - 2026 © - il Tacco di Bacco
Se hai stampato queste pagine, ricordati di cestinarle nel raccoglitore della carta.
If you print these pages don't forget to trash them in a recycle bin.